Posts contrassegnato dai tag ‘film’

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Arriva l’Era Glaciale 4

6 maggio 2010

Grande attesa per il quarto capitolo dell'Era Glaciale

A quanto pare la 20th Century Fox, con la complicità di Blue Sky Studios, ha deciso di proseguire sulla strada dello sfruttamento ad oltranza del franchise fortunato, imitando la concorrente Dreamworks e forse (speriamo non sia davvero così) anche le prossime uscite Pixar. La casa infatti, dopo l’incasso mondiale de L’Era Glaciale 3: l’alba dei dinosauri, corrispondente a circa 885 milioni di dollari e pesantemente influenzato dalla neomoda del 3D, ha deciso di investire sulla quarta avventura cinematografica di Manny, Sid, Diego, Scrat e di tutti i loro amici, intitolata Ice Age: Continental Drift. La pellicola dovrebbe uscire il 13 luglio del 2012, fra il reboot di Spider-Man, previsto per il 3 luglio, e il nuovo film di Batman, che arriverà nelle sale il 20 luglio.

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Shia LaBeouf soffre per amore

1 maggio 2010

Shia sarà la star di Ariola

Nuovo film in arrivo per Shia LaBeouf, che vedremo comunque in Wall Street : Il denaro non dorme mai, in uscita ad ottobre. Shia si calerà nei panni di un ragazzo innamorato di una donna legata a un pericoloso boss, con tutti i guai che ne conseguono. Il film, dal titolo The Necessary Death of Charlie Countryman, sarà diretto dal regista di spot Dante Ariola su una sceneggiatura per una volta originale (merce sempre più rara a Hollywood) di Matt Drake. Si prevede che le riprese possano iniziare già per la fine del 2010. E’ un periodo ricco di impegni per la giovane star del botteghino: l’estate prossima lo rivedremo in azione in Transformers 3 di Michael Bay.

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Un nuovo western per Brad Pitt e Robert Duvall?

28 aprile 2010

Dopo aver interpretato il ruolo di Jesse James, Brad Pitt potrebbe recitare nuovamente in un western, accanto ad un veterano del cinema di genere come Robert Duvall. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Duvall, Pitt starebbe cercando di far decollare presso la Warner il progetto di The Hatfields and the McCoys, film basato su uno dei feudi familiari più celebri del Vecchio West. Del film esiste già una sceneggiatura firmata da Eric Roth, che Duvall ha definito “eccellente” mentre la regia dovrebbe essere affidata all’autore di Crazy Heart, Scott Cooper.

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Ancora The Ring e in 3D

27 aprile 2010

Torna Samara...in 3D!

La saga di The Ring sta per tornare sui nostri schermi, con un terzo capitolo che la Paramount Pictures ha affidato allo sceneggiatore David Loucka (Dream House). Nessuna sorpresa da nessun punto di vista: il nuovo film si propone di “reinventare il franchise” (leggasi “reboot”?), sarà più “orientato al pubblico di teenager” e soprattutto verrà girato in 3D. La ripresa del lucrativo marchio arriva dopo un incasso globale di oltre 300 milioni di dollari dei primi due episodi americani, cioè The Ring del 2002 e The Ring Two del 2005, entrambi con Naomi Watts, che però non pare al momento della partita.

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Incassi per Scontro tra Titani

26 aprile 2010

‘Scontro tra Titani’, l’action epico di Louis Leterrier con Sam Worthington, dove leroe Perseo combatte contro temibili creature per salvare la principessa Andromeda, mantiene la vetta del box office con 1.539.939 euro nel weekend e complessivi 5.852.913 euro.

Secondo gradino del podio per la commedia di Nina Di Majo con Fabio Volo e Margherita Buy, ‘Matrimoni e altri disastri’, commedia italiana sulle vicissitudini sentimentali di una quarantenne delusa da un matrimonio finito male.

Seguono altre due new entry: terzo è il dramma storico ‘Agora’ di Alejandro Amenabar, con 656.047 euro; quarto il remake horror da Romero, ‘La citta’ verrà distrutta all’albà, con 525.719 euro.
Completano la top 10: ‘L’uomo nell’ombrà, quinto con 417.880 euro; ‘Basilicata coast to coast’, sesto con 375.663 euro; ‘Green Zone’, settimo con 278.805 euro; ottavo ‘Dragon Trainer’, con complessivi 5.506.264 euro; nono ‘From Paris with Love’, con 212.041 euro e fanalino di coda ‘Il cacciatore di ex’, con 200.362 euro.

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Dettagli sul progetto parigino di Woody Allen

25 aprile 2010

Il grande regista Woody Allen

Woody Allen ha alzato (parzialmente) il velo sul suo prossimo film, quello che girerà a Parigi nel corso dell’estate. Tanto per cominciare s’intitolerà Midnight in Paris, e si tratterà di una commedia romantica che vede protagonista una famiglia in viaggio di lavoro nella capitale francese: la giovane coppia sarà costretta a confrontarsi con l’illusorietà dell’idea che una vita differente da quella che conducono sia necessariamente migliore.

Allen ha poi annunciato il cast del film, che ai confermati Owen Wilson, Marion Cotillard e Rachel McAdams affianca Kathy Bates, Michael Sheen, Nina Arianda, Tom Hiddleston, Corey Stoll, Mimi Kennedy, Kurt Fuller e… Carla Bruni-Sarkozy. Già, pare che la Premiere Dame sia ancora legata al progetto. Staremo a vedere. Nel frattempo ricordiamo che Woody Allen sarà fuori concorso al prossimo Festival di Cannes con il suo You Will Meet a Tall Dark Stranger.

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Il ritorno di Andrew Niccol

13 aprile 2010

Lo sceneggiatore di The Truman Show

L’inglese Andrew Niccol, il regista di Gattaca nonché sceneggiatore di The Truman Show, si appresta a dirigere un nuovo film, intitolato I’m Mortal. Scritto dallo stesso Niccol, il film è ambientato in un futuro prossimo nel quale la genetica è riuscita a bloccare l’invecchiamento delle persone. Per evitare la sovrappopolazione del pianeta, è il tempo ad essere utilizzato come moneta di scambio e come metro di giudizio: i ricchi guadagnano quindi l’immortalità, i poveri sono destinati a soccombere presto. In questo contesto (sulla carta piuttosto enigmatico) I’m Mortal segue da vicino le vicende di un ragazzo che s’imbatte in una fortuna di… tempo, e che viene braccato da una squadra speciale della polizia chiamata “Time Keepers”, i custodi del tempo. Tutto sembra fermo, invece, riguardo l’altro film che Niccol stava preparando, The Cross, che vedeva già coinvolti Orlando Bloom, Olga Kurylenko e Vincent Cassel.

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Fino al 16 aprile 2010 continua il RIFF al Nuovo Cinema Aquila di Roma

11 aprile 2010

Continuerà fino al 16 aprile 2010 (è iniziato il 9 aprile) la IX edizione del RIFF-Roma Independent Film Festival, in corso presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, con il sostegno del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale Cinema) e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Regione Lazio. In programmazione, nelle varie sezioni del Festival, 16 lungometraggi, 44 documentari (fra italiani e stranieri), oltre 70 corti italiani ed internazionali, 10 corti delle scuole di cinema internazionali ed 8 corti animati per un totale di circa 150 opere in concorso provenienti da oltre 25 nazioni. Opere che spaziano da “Fish Tank” di Andrea Arnold, riguardante le problematiche dell’adolescenza e vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e ai premi BAFTA come miglior film britannico, a “Everyone Else” di Maren Ade, vincitore di un Orso d’argento allo scorso festival di Berlino; senza dimenticare “La Vergüenza” di David Planell, selezionato dal Festival di Malaga come miglior film spagnolo e candidato a 3 premi Goya. Tra gli ospiti previsti, numerosi registi ed attori, da Paolo Sassanelli a Gianmarco Tognazzi, passando per Sabrina Impacciatore, Marco Bonini, Edoardo Leo, Rolando Ravello, Dodo Fiori, Alessandro Haber, Federico Rosati, Adriano Giannini, Piera Degli Esposti, Cecilia Dazzi, Lidia Vitale e Cristina Parovel. Mentre i numerosi appuntamenti del festival prevedono, tra gli altri, “Terra Reloaded” di Beppe Grillo, “La faccia della terra” con Vinicio Capossela, una proiezione-dibattito “Via Volontè n.9″ e due Forum: I nuovi profili della Produzione Cinematografica Europea Indipendente e La scenografia e le professioni del set.

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Parla Bahman Ghobadi, regista del film I gatti persiani

10 aprile 2010

Esordisce con un ringraziamento verso l’Italia e gli italiani (che ritiene fisicamente indistinguibili dagli iraniani), Bahman Ghobadi, il regista de I gatti persiani, film che racconta l’Iran (e il suo cinema) in modo insolito, con una forma da docufiction che ci porta alla scoperta di numerose band musicali giovanili di Teheran. Ringrazia, Ghobadi, perché sostiene che nessun altro paese come il nostro abbia sostenuto la Rivoluzione Verde. E I gatti persiani, per ammissione del suo regista, è un film che mira a sostenere quel movimento e quell’energia. “Avevo molta paura di girare un film del genere, un film sul rock e sui giovani” racconta Ghobadi, “sapevo di correre grandi rischi, che poteva essere la fine della mia carriera. Ma il coraggio, e l’energia me l’hanno date proprio i ragazzi che vedete protagonisti della storia, che mi hanno dimostrato come anche senza permessi

Il film di Ghobadi ha scandalizzato l'Iran

ufficiali si possa comunque fare musica, fare film, inseguire i propri sogni. E sono felice di averlo fatto, e di averlo fatto in questo modo. Più che il regista de I gatti persiani, mi sento un ponte che ha aiutato quei ragazzi a farsi vedere e conoscere.” I gatti persiani infatti, per i suoi temi e il mondo che racconta, quello di movimenti underground non necessariamente politici ma artistici “illegalmente”, è stato girato in clandestinità, di corsa, in soli 18 giorni, durante i quali il regista e la sua troupe sono anche stati posti in stato di fermo un paio di volte. “Ho girato così in fretta per due motivi,” spiega il regista. “Primo perché molti dei ragazzi che “recitano” nel film avrebbero lasciato il paese di lì a poco; secondo perché volevo dare il senso della loro irrefrenabile energia, del loro dinamismo. Girando, sapevo che sarebbe stata la fine della mia carriera in Iran, e volevo allora mostrare il più possibile. Il 90% del mondo artistico e culturale iraniano rimane sommerso, clandestino, invisibile. Il mio film è l’occasione di un frammento di quel mondo di farsi conoscere dentro e fuori l’Iran.” Dopo aver vinto il premio della giuria nella sezione Un certain regard a Cannes lo scorso anno, Bahman Gohbadi è stato arrestato al momento del suo rientro in Iran. Poi rilasciato, ha abbandonto il paese, ma ha voluto distribuire (illegalmente ma gratuitamente) il film in Iran: “Volevo che anche gli altri ragazzi lo vedessero. So che in molti sono rimasti colpiti dalla realtà che raccontiamo, come lo sono stato io girando. Voglio che sappiate che nulla nel film è inventato: né i luoghi, né le band, né le situazioni.” Gohbadi vede proprio nelle giovani generazioni iraniane la scintilla e la spinta per un cambiamento nel paese che ritiene inevitabile. “È cambiato molto dal festival di Cannes a oggi. Sono cambiati i ragazzi, sono cambiato io. In tutto il paese c’è un fermento che grida al cambiamento. Quando giravamo il film, potevo sentire che i giovani stavano per esplodere: dopo le elezioni del giugno 2009, sono esplosi davvero. E anche se c’è stata repressione, qualcosa è cambiato definitivamente. È come se un ragazzo fosse stato tenuto a lungo con la testa sott’acqua, poi fosse riuscito a prendere una boccata d’ossigeno. Anche se la sua testa ora è di nuovo sott’acqua, sa che riuscirà a respirare di nuovo, e sa che voi lo state guardando da fuori, e questo lo aiuta. Una piccola pietra è stata ormai scagliata contro il parabrezza del regime, e lo ha incrinato. O lo si cambia, o è destinato a crollare in mille pezzi.” Un regime, dice il regista, che agisce censurando per paura: “Anche l’arresto di Jafar Panahi è stata una mossa per spaventare gli altri registi, di cui il regime ha paura. Mi dispiace per Panahi, perché è molto sensibile, e dalla prigionia uscirà artisticamente morto. Ma tarpare le ali agli artisti e ai giovani è un segno di grande paura. La musica, ad esempio. Loro dicono che sia haraam, vietata, contro la legge del Corano. Ma anche loro la ascoltano, la ballano. Hanno solo paura delle voci dei giovani e degli artisti.” Ghobadi si rammarica però che quando si parla di Iran, arte e politica siano sempre connessi. “Vorrei si parlasse dei film a prescindere dalla politica, che si apprezzi l’arte iraniana anche al di fuori del suo contesto politico.” Ad esempio ci tiene a sottolineare come il suo film sia diverso da buona parte del cinema del suo paese: “Volevo una forma diversa, per uscire dalla ripetitività di cui veniamo giustamente accusati. Parlare direttamente del problema della censura, parlare di musica, della vera Teheran, città piene d’energia, che adoro. Piena d’energia e di problemi: e io volevo mostrare entrambe le cose”. Dopo aver spiegato poi che il titolo del suo film fa riferimento alla sensibilità dei gatti, animali che richiedono gentilezza come i giovani, una gentilezza che viene negata dal regime, Gohbadi ha rivendicato il suo ruolo di esiliato: “Vorrei tornare nel mio paese, ma così posso parlare al mondo di quel che succede lì. Voglio essere un rivoluzionario in esilio, un militante della parola contro il regime. E per voi ho una preghiera: non parlate solo delle questioni sull’atomica o sui mullah, quando parlate dell’Iran, ma raccontate della realtà positiva che descrivo nel film. L’Iran è come una giovane ragazza bella, intelligente, dinamica, cui è stato fatto indossare un pesante chador e occhiali scuri. La sua immagine non è moderna, non è attraente. Ma sotto quegli abiti è ancora lei, e merita di essere scoperta.”

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Ashley Greene lavora con i Weinstein

9 aprile 2010

La Alice Cullen di Twilight

La stellina della saga di Twilight, Ashley Greene, è entrata a far parte del cast di Butter, commedia che Jim Field Smith dirigerà su una sceneggiatura di Jason Micallef. A produrre il lungometraggio sarà la Weinstein Company. La Greene raggiunge un gruppo d’attori formato da Jennifer Garner, Kate Hudson, Ty Burrell e Rob Corddry; le riprese del film cominceranno la prossima settimana in Louisiana. La storia di Butter segue le orme di un orfana che, adottata da una famiglia del Midwest, scopre di avere un talento naturale per le sculture di burro. Si troverà come avversaria la moglie del campione uscente nel concorso annuale di sculture. La Greene interpreterà la parte di una liceale ribelle, Kaitlen Pickler.

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