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Robin Hood: tutta un’altra storia

14 maggio 2010

Cate Blanchett e Russel Crowe a Cannes. (Foto Ap)

Proprio la sera in cui Robin Hood ha inaugurato il 63esimo Festival di Cannes, uscendo anche nelle sale italiane, sono andata a vederlo al cinema. A me è piaciuto molto: un Russel Crowe tornato in gran forma, una tenacie Marion interpretata dalla riuscitissima Cate Blanchett e il tocco di chi già aveva raccontato una grande “storia nella storia” con Il Gladiatore, Ridley Scott. Ma questo Robin Hood è veramente diverso da tutte le altre pellicole girate su questa leggenda. Le attese e le aspettative sono state ripagate e ci hanno offerto uno sguardo su come Robin di Locksley sia diventato il leggendario fuorilegge, raccontando la sua storia di uomo e non di mito. Tra reinvenzioni in stile musical, scene di battaglia avvincenti e una bella storia d’amore che non ha bisogno di essere gridata, Robin Hood riesce ad essere un’altra grande collaborazione del duo Scott-Crowe. Il finale, inoltre, lascia intendere la promessa di un sequel, anche perchè è proprio quello il momento in cui la leggenda ha inizio!

Ma la pellicola ha destato pareri contrastanti, forse proprio per la scelta di questa storia raccontata quasi a bassa voce rispetto alla più urlata e conosciuta leggenda dell’arciere, una storia che si sa essere la prefazione a capitoli più avventurosi e avvincenti. Infatti, le prime recensioni di quotidiani e riviste non esprimono pareri troppo positivi.

«Scott, la cui scelta narrativa gli consente di non dover seguire, rispettare o disconoscere le tante opere precedenti sull’eroe di verde vestito, forse per le molte difficoltà di produzione (cast discusso, soprattutto) qui riesce a sbagliare anche ciò che di solito fa, benissimo, con il pilota automatico. Si pensi solo alle scene madri (scarse quelle di Von Sydow e la battaglia finale) o al fatto che non ci spinga mai ad appassionarci alla pur tumultuosa storia del suo protagonista.» Robin Hood apre Cannes con una promessa mancata di Scott, Boris Sollazzo, Il Sole 24 Ore

«Qualche collega ha ironizzato: Robin Hood di Ridley Scott è il film con la più lunga sequenza introduttiva della storia del cinema: dura due ore e venti perché finisce sui titoli di coda, quando finalmente l’eroe si nasconde nella foresta di Sherwood con Little John, frate Tuck e gli altri ribelli per sfuggire alle minacce di re Giovanni. … Il risultato è uno spettacolone che non annoia per merito di riprese (Jon Mathieson) e montaggio (Pietro Scalia) più che di regia, ma che non appassiona mai davvero e soprattutto tradisce le aspettative di chi, giocando almeno una volta con arco e frecce, aveva scelto di stare dalla parte della Leggenda di Robin Hood.» Uno spettacolone che non appassiona, Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera

Nemmeno Roberto Nepoti, nella sua videorecensione su Repubblica Tv, esprime giudizi molto positivi; ma c’è anche chi sostiene la riuscita dell’ultimo lavoro di Scott:

«L’idea geniale di Ridley Scott è di raccontare Robin quando di cognome fa ancora Longstride e non è ancora diventato leggenda, prima cioè che il ghignante re Giovanni lo dichiari fuorilegge e lo costringa a rifugiarsi nella foresta e a diventare Hood. Raccontato benissimo, con immagini molto belle, al film non manca niente.» Cannes 2010 Robin, il gladiatore della foresta apre le danze al festival cinechic, Natalia Aspesi, La Repubblica

«Scott rilegge il mito di Robin Hood cercando di contestualizzarlo storicamente, e realizzando una sorta di prequel della leggenda comunemente tramandata. Nel farlo, si riallaccia idealmente a Le Crociate, non solo cronologicamente, ma anche dal punto di vista stilistico. I colori sono lividi, le battaglie, oltre che spettacolari, sembrano ambire al massimo grado di realismo della violenza – significativa la scelta di prediligere inquadrature dal basso, o comunque ad altezza d’uomo, nel cuore della mischia. Lo scontro finale sembra addirittura la versione con frecce e spade dello sbarco in Normandia messo in scena da Salvate il soldato Ryan.» Commento a caldo dopo la visione del film di Chiara Grizzaffi, Duellanti.it

La grande battaglia finale

Robin Hood è uscito in 690 sale cinematografiche italiane ed ha già incassato circa 491mila euro nelle 549 sale monitorate dal Cinetel. La pellicola si appresta sicuramente a dominare le classifiche degli incassi al box office. Non vi resta che andarlo a vedere e dirci la vostra opinione!

Altri approfondimenti:

7 commenti

  1. Un film bellissimo,ma l’articolo ancora di più!


  2. Lo andrò sicuramente a vedere!!!…intanto vi segnalo The Game di Fincher con Michael Douglas, non so se l’avete mai visto…pazzesco!!!


  3. Si si visto, è bellissimo! L’ho anche messo nelle pagine “pop corn e divano” tra i film d’azione🙂


  4. allora, l’ho visto ieri. Mi ha lasciato un pochino insoddsfatto. Bella l’idea del prequel, diverso film da tutti i robin hood-classici (però adesso voglio il sequel :-))…xò secondo me Ridley poteva dare di più. un pò trascurato secondo me l’arrivo nella famiglia Loxley. trascurato anke secondo me il rapporto con Lady Marion. bu, diciamo che Ridley doveva dare di più. Crowe bravissimo come sempre. ultima domanda: che cacchio era il cavallo bianco sulla collina??? :-S


  5. quasi sicuramente faranno il sequel, anche perchè con questo film mi sa che hanno preparato proprio il terreno x quello! forse è vero, Scott poteva dare più importanza ad alcuni aspetti ma secondo me non lo ha fatto per non cadere troppo nel cliché del solito film su Robin Hood! del cavallo bianco sai che non mi ricordo… a che punto del film è?


  6. quando c’è la scena ke cavalcano attraverso le colline verdi…


  7. aaahhh ho capito, quello proprio “stampato” sulla collina? non so proprio… è tipo un simbolo medievale da quello che ho visto su internet, ma nn capisco a cosa sia riferito! cercherò info e poi ti dico🙂



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