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Giovanna Mezzogiorno e il problema italiano del “piccolo” cinema

26 maggio 2010

L'attrice di Sono viva, Giovanna Mezzogiorno

Dopo l’exploit di Elio Germano durante la sua premiazione a Cannes, che ha dedicato la Palma d’Oro a chi cerca di migliorare il paese nonostante la nostra classe dirigente, le polemiche sul mercato cinematografico italiano non sono finite. Questa volta le dichiarazioni partono dall’attrice Giovanna Mezzogiorno, reduce anche lei dal Festival e in questi giorni a Roma per presentare il suo ultimo film: Sono viva di Dino e Filippo Gentili, che uscirà in sala domani, venerdì 28 maggio. La Mezzogiorno ha affermato che in Italia il mercato cinematografico è come una piramide: chi sta in cima ha una protezione a prescindere dal merito.

«A Cannes hanno vinto due film piccoli come quello thailandese (Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives) e quello del Chad (A Screaming Man): in Francia piccolo non vuol dire nulla, solo qui vuol dire qualcosa. Ci sono registi che non smetteranno mai di girare e saranno distribuiti sempre in 400 copie: ma non è così per tutti.» Cinema: Giovanna Mezzogiorno, solo in Italia piccolo vuol dire qualcosa, Adnkronos.com

Uno degli esempi di questa chiusura del mercato pare essere proprio il film d’esordio alla regia dei fratelli Gentili,  il film di un 30enne introverso e mite che ha rotto con la famiglia, non ha un lavoro fisso e vive con una donna che lo sfrutta. La pellicola è prodotta da Laura Cafiero con il contributo del MiBAC, è costato circa 700mila euro e ha dovuto superare varie vicissitudini. Dopo aver ottenuto un finanziamento ministeriale a seguito del riconscimento come opera riconoscimento di interesse nazionale culturale, i registi si sono sentiti dire di dover ripresentare il film in commissione, ripartendo da zero, a causa di un cambio di regolamento. I fratelli Gentili hanno dichiarato: «Ci siamo opposti, abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Il cinema da noi è anche questo, o forse soprattutto questo: passione e tenacia. E un pizzico di fortuna».

«Le opere prime – spiega Dino Gentili – hanno percorsi duri e difficili. Abbiamo avuto questa vicenda disdicevole, ma ne siamo usciti vivi e siamo qui grazie a tecnici, produzione e soprattutto agli attori, che sono la punta di diamante del nostro cinema, capaci di entrare totalmente nella storia e arrivare fino in fondo». Giovanna Mezzogiorno: “Non esistono i piccoli film”, Cristiana Paternò, Cinecittà News.com

La pellicola è interpretata, oltre che da Giovanna Mezzogiorno, anche da Massimo De Santis, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Marcello Mazzarella e Vlad Toma. Ecco la dichiarazione dei registi, comparsa sempre nel flash dell’agenzia Adnkronos: «Sono viva – dicono i due registi – è la storia di una morta che insegna a un vivo a vivere. Non è una cosa insolita. Succede anche a noi quando ci volgiamo indietro a coltivare la memoria di chi ci ha preceduto…».

Speriamo che il nostro paese riesca a valorizzare di più il suo cinema, un grande patrimonio e una grande arte che deve avere la possibilità di esprimersi e di essere diffusa il più liberamente possibile, senza distinzioni tra “grandi” e “piccoli” film.

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