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Hoollywood tende la mano al Golfo del Messico. Oggi un tappo per la falla

4 giugno 2010

I terribili effetti della marea nera nel Golfo del Messico

Sembra la trama di un disaster movie, ma purtroppo è la realtà. Lo scorso aprile una falla nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, situata al largo della Louisiana, ha causato la fuoriuscita di milioni di litri di Greggio ogni ora, che si sono riversati nell’oceano e hanno dato vita ad una marea nera che ha inghiottito il Golfo del Messico. Come riporta l’Ansa, Nicholas A. Robinson, co-direttore del Centro per gli studi giuridici ambientali Pace Law School di New York, ha dichiarato: «Lo sversamento sottomarino nel Golfo del Messico e’ un disastro ambientale peggiore di quello di Chernobyl nel 1986». L’emergenza è stata subito attivata ma i tentativi di fermare la catastrofe sono stati fino ad ora vani. Nelle operazioni per il quarto tentativo di chiudere la perdita di petrolio, la Bp – ovvero la British Petroleum, una società del Regno Unito che si colloca tra i quattro maggiori operatori nel settore energetico, soprattutto nell’estrazione del petrolio e del gas naturale – ha posizionato questa notte un tappo nel pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, esce greggio.

Kevin Costner ha ideato un macchinario chiamato "Ocean Therapy"

Ma questo è l’ultimo di numerosi tentativi, che hanno mobilitato anche alcune star di Hollywood, come Kevin Costner e James Cameron. L’attore di Balla coi lupi ha donato alla British Petroleum un marchingegno di sua invenzione per depurare l’acqua dal greggio: una centrifuga chiamata “Ocean Therapy” e che è costata ben 24 milioni di dollari. Questa apparecchiatura ha lo scopo, posta su una chiatta, di assorbure l’acqua contaminata dal petrolio, depurandola e rigettandola nel mare. L'”Ocean Therapy” nasce perchè Costner rimase molto colpito dal disastro della Exxon Valdez, che accadde in Alaska nel 1989, e decise di agire in prima pesona finanziando un team di scienziati per lavorare al marchingegno di depurazione.

L'aiuto offerto dal regista James Cameron è stato rifiutato dalla Bp

Il regista di Avatar, invece, è stato invitato alla tavola rotonda organizzata a Washington D.C. dall’Agenzia di Protezione Ambientale, in qualità di esperto di tecnologie sottomarine. Cameron, infatti, è un appassionato della materia al punto da avere una flotta di mini-sommergibili, piattaforme da esplorazione e robot marini valutati 400 milioni di dollari e che nei giorni scorsi aveva messo a disposizione della Bp. La società petrolifera ha però declinato l’offerta, orientandosi maggiormente verso il posizionamento del tappo che è stato effettivamente collocato e si spera porrà fine a questa tremenda situazione. Nel frattempo il regista ha dichiarato:

«In queste ultime settimane ho visto, come tutti noi, con crescente orrore e angoscia, quel che sta accadendo nel Golfo e ho pensato che questi imbecilli non sanno quello che fanno. … Conosco gente davvero, davvero in gamba che lavora a profondità decisamente superiori a quella in cui si trova il pozzo (un chilometro e mezzo circa sotto il livello del mare)». Certo, lui stesso riconosce che i suoi contatti nel settore non riguardano tecnici di perforazione petrolifera. «Ma – ha detto – molti sono abituati a lavorare con veicoli subacquei e sistemi elettronici di fibra ottica.» Il regista di Avatar l’ultima carta. Ma Bp rifiuta. Cameron: «Imbecilli», Corriere.it

Ecco il lancio della notizia del coinvolgimento di James Cameron dal Tg La7:

Approfondimenti:

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