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Robert Pattinson e la noia del vampiro

24 giugno 2010

Anche i vampiri nel loro piccolo si annoiano. Lo dimostra Robert Pattinson che non vede l’ora di terminare la saga di Twilight per sfuggire all’attenzione della stampa.

L’anticonformista Robert Pattinson sembra particolarmente felice del fatto che la saga di Twilight stia per volgere al termine. L’attore inglese, che è diventato una star internazionale grazie al ruolo del pallido Edward Cullen, vampiro rubacuori protagonista del franchise, ammette che a lungo andare, lavorare in una serie può essere noioso e non vede l’ora di mettere la parola fine al franchise girando gli ultimi due episodi. Come ha spiegato l’attore: “La saga può diventare un po’ noiosa, ma la notizia che è in sette mesi sarà finalmente finita”. Pattinson comincia a mostrare una certa insofferenza anche nei confronti dell’attenzione che i media gli rivolgono, diffondendo notizie, spesso false, sulla sua vita privata. Al riguardo ha dichiarato: Kristen Stewart è più brava di me a cavarsela con i fotografi. Io ho imparato pian piano a non farci caso, ma mi infastidiscono parecchio. Più sei esposto, più le persone ti irritano anche in maniera irrazionale. Basta leggere ciò che dicono di me. E’ come se i giornali non sapessero più cosa scrivere perché ormai hanno attinto a tutti gli scandali possibili”.

L'attore Robert Pattinson

Se Robert Pattinson è annoiato da Twilight, lo stesso non si può dire per i fan del franchise. E’ scattato il conto alla rovescia per l’arrivo di The Twilight Saga: Eclipse, che il 30 giugno sarà nei cinema italiani. Negli Stati Uniti la febbre da vampiro ha spinto centinaia di appassionati ad accamparsi in una vera e propria tendopoli nella Nokia Plaza, fuori dal Nokia Theatre, dove domani sera si terrà l’anteprima losangelina del film, per non rischiare di perdersi la visione delle giovani star protagoniste. La febbre da vampiro non sembra destinata a placarsi tanto facilmente.

Il vampiro di “Twilight” contro la FIFA World Cup? Parrebbe proprio di sì, ma solo nella divertentissima parodia di Robert Pattinson che il noto conduttore tv della NBC Jimmy Fallon sta proponendo durante il suo “Late Night Show”.

Ispirato dalle varie dichiarazioni di Robert a proposito di ciò che lo infastidisce, Fallon si è inventato la rubrica “Bothered with Robert Pattinson” in cui dalla cime di un albero si diverte a fargli il verso inveendo e lamentandosi ogni volta contro qualcosa o qualcuno.

Nell’esilarante video che vi proponiamo, Fallon/Pattinson spiega perché i Mondiali di Calcio attualmente in svolgimento in Sudafrica siano un enorme seccatura, ridefinendo in maniera colorita il trofeo e lamentandosi del fatto che non siano presenti tutte le nazioni del mondo, per poi finire approcciando una bambola gonfiabile armato di Vuvuzela, la ormai celebre tromba da stadio che sta infastidendo (appunto) milioni di spettatori della FIFA World Cup. Divertitevi!

Tutto su Robert Pattinson!

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Liam Neeson, il nuovo Hannibal dell’A-Team, si racconta

20 giugno 2010

Liam Neeson in una scena del film "Io vi troverò"

Ispirato all’omonima e celeberrima serie cult trasmessa negli anni ’80 e diretto dal regista Joe Carnahan (Smokin’ Aces), A-Team segue le scatenate avventure di un gruppo straordinario di ex soldati delle Forze speciali, che sono stati incastrati per un crimine che non hanno commesso. Dopo essere andati in clandestinità, utilizzano le doti uniche che possiedono per cercare di ristabilire la loro reputazione e trovare il vero colpevole.

A interpretare sul grande schermo il colonnello Hannibal Smith, il leader del gruppo di eroi è l’attore Liam Neeson. Ecco cos’ha detto a Parigi in occasione dell’anteprima europea del film, arrivato ora anche nelle sale italiane.

I protagonisti del nuovo A-Team

Ha mai guardato la serie A-Team in tv?
Sì, la vedevo, anche se devo confessare di non esserne mai stato un grande fan.

Come mai?
Perché effettivamente non apparteneva alla mia generazione, era per un pubblico più giovane. Quando è stata trasmessa in tv ha avuto un grandissimo successo, ma apparteneva già a una generazione successiva alla mia. Per esempio i miei nipoti la seguivano in modo quasi religioso. Come dicevo ha avuto un grande successo e lo ha ancora.

Quali sono le caratteristiche di Hannibal Smith che ti hanno colpito di più e quali ritrovi in te stesso?
Hannibal è un leader, io no. Però devo confessare che mi piace interpretare dei leader. Quello che mi piace di tutti questi personaggi dell’A-Team è che sono dei temerari, non hanno paura di niente, nemmeno di morire. Ognuno di loro darebbe la vita per l’altro.

Secondo te c’è un po’ di follia in tutto questo?
Sì e no. Sono un po’ pazzi, è vero, ma sono addestrati a usare le armi, vengono dalle Forze Speciali, sono dei soldati. E l’aspetto che trovo affascinante è che Hannibal darebbe la vita per questi ragazzi e loro farebbero altrettanto per lui.

Hai già avuto modo di partecipare a un fenomeno di culto come Guerre Stellari, ora invece sei a capo dell’A-Team: com’è stato passare dalla spada laser al sigaro cubano?
(ride) Devo ammettere che con il sigaro è stata piuttosto dura, perché ho smesso di fumare da 16 anni. Invece nel film il mio personaggio deve fumare.

Non avete pensato a un’alternativa?
All’inizio la sceneggiatura prevedeva che Hannibal smettesse di fumare, sai per mandare un messaggio ai ragazzi e indurli a smettere o ridurre il consumo di sigarette. Si era pensato anche a una scena in cui qualcuno passava un accendino al mio personaggio per il suo sigaro e lui avrebbe dovuto rifiutare dicendo di voler smettere, ma alla fine questo aspetto non è stato più sviluppato.

Una vera tentazione, dunque…
Non me ne parlare…

E continui a considerarti un ex fumatore?
Sì, assolutamente.

Infine, se esistesse realmente un’A-Team, pensi di essere abbastanza folle da poterne fare parte?

Magari no, sai… sono solo un attore.

Leggi la recensione di A-Team su Cineblog.it!

I componenti del vecchio A-Team

Mai fidarsi di film con titoli di testa lunghi, supponenti. Pasolini risolveva tutto con un’unica inquadratura, mentre A-Team continua con le credenziali per i primi 20 minuti. Il pubblico, che è ormai televisivo, sa bene che si tratta della tanto attesa (tutto è relativo) versione cinema di un telefilm cult anni ’80 col terzo d’una sporca dozzina, cioè quattro reduci dal Viet (qui dall’Iraq) con George Peppard, qui l’affaticato Liam Neeson, cui spetta di diritto la battuta da ripassare a casa in tutta la sua profondità: «Adoro i piani ben riusciti». Chissà se il film di Carnahan, sconosciuto pupillo di Tom Cruise che ha sceneggiato la terza Mission impossible, può considerarsi riuscito: di sicuro ce la mette tutta con un falso ritmo, il montaggio da spot, spiate e sorprese un tot al chilo, action come nei cartoon e battutacce da Mash, surreali pericoli in confronto ai quali 007 è neo realismo.

Ma è una cine partita tutta truccata, finta, virtuale come vuole la tv che sta cedendo al cinema alcuni dei suoi pupilli, da «Sex and the city» agli imminenti «Baywatch» e «Friends». I quattro reduci umiliati e offesi in tribunale di A-Team fuggono dalla prigione per risolvere l’intrigo internazionale di miliardi di dollari falsi stampati da fedeli di Saddam, le cui preziose matrici passeranno per 118 minuti di mano in mano, da Lynch, ragazzaccio della Cia, a Jessica Biel, soldatessa maschiaccio, l’ex del bellone del gruppo, Bradley Cooper, doppiato come Woody Allen. Virate, scoppi, bombe, elicotteri a pioggia e tradimenti a volontà fino a tornare nel gioco dell’oca televisivo al punto di partenza.

È lo stesso dinamismo che produce noia e ralenti in platea mentre gli innocenti dimostrano la propria integrità anche a conto terzi. Lasciamo il colto confronto televisivo ai fedeli fan di questo gruppo di maschiacci con il sigaro ma senza l’aureola di eroi (gli altri sono Quinton «Rampage» Jackson e Sharlto Copley di «District 9»), uno con problemi di coscienza, figurarsi. Diciamo che l’operazione rumorosa, quasi un cartoon, può conquistare le platee infastidite al solo pensiero di pensare, che sprecano l’adrenalina come alternativa alle frustrazioni quotidiane, mirando virtù che tali non sono e beandosi nel vedere nella battaglia aerea e navale che le spie sono ovunque e tutto il mondo è paese.

Qualche vocina pastosa- sexy-volgare come nella pubblicità dei profumi, Cooper che se la tira da divo e la divertente trovata, con piccola dose di veleno, delle tre dimensioni.

Clicca qui per saperne di più su Liam Neeson e gli A-Team

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Jessica Alba: “Guardate che non sono una bambola!”

18 giugno 2010

Jessica Alba posa per la rivista Genlux

Jessica Alba vuole scrollarsi di dosso l’immagine della ragazza con la tutina blu de I Fantastici 4 e ci prova in tutti i modi. Sull’ultimo numero del magazine Genlux appare in foto molto originali il cui messaggio sembra chiaro: “Guardate che non sono una bambola!”. L’attrice, che nonostante tutto in queste foto è molto sexy, ci tiene a uscire dal ruolo dell’attricetta bella e basta. Nonostante la rivista AskMen l’abbia incoronata “la donna più desiderata del pianeta”, lei per contratto si rifiuta di fare scene di nudo: “Non faccio del nudo. Non lo faccio e basta. – ha detto – Forse non sarò scelta per certi ruoli, ma ho troppa ansia”.

Intanto nell’intervista rilasciata a Genlux parla della sua amatissima figlia Honor Marie, di due anni, e confessa che non vorrebbe mai che sua figlia facesse l’attrice. “Io ho fatto questa scelta perché non ne avevo altre: ho iniziato da giovanissima e poi ho proseguito. I miei figli cresceranno in maniera diversa, avranno molte più opportunità, soprattutto per quanto riguarda lo studio, e una sicurezza economica che io certo non avevo”.

L'attrice protesta: "Non sono una bambola"!

In una recente intervista al Mirror infatti l’attrice aveva dichiarato: “Quando avevo circa otto anni mio padre lasciò l’esercito e andammo a vivere a Los Angeles. Ero totalmente diversa dagli altri bambini. Abbiamo vissuto in un appartamento piccolissimo ed i miei genitori dovettero iniziare a lavorare da McDonald’s. All’inizio mio padre doveva accompagnarmi e camminare insieme a me a scuola perchè non venissi disturbata. Non pranzavo insieme alle altre bambine. Inoltre ho origini messicane, i miei genitori non avevano soldi e non ho mai avuto capi di abbigliamento o un buon pranzo”. Insomma una storia da libro cuore! Però, certo, di strada ne ha fatta e questo vuol dire che non è solo una bambola!

Jessica Alba è un’attrice bellissima che ci riserva anche tante sorprese in fatto di look, se suoi outfit easywear possono regalare spunti per il nostro look, lo stesso non possiamo dire per le occasioni in cui vuole essere alternativa e indossa abiti e scarpe che ci lasciano un tantino perplesse. Qualche giorno fa Jessica Alba è stata fotografata all’uscita di casa sua con un look che definire stravagante risulterebbe riduttivo, una maglietta con reggiseno a cono, simil Jean Paul Gaultier, del designer Christopher Kane e degli ankle boots di Christian Louboutin.

La Alba detta legge anche in fatto di moda

Considerando la maglietta-camicia scelta da Jessica Alba, le scarpe, per quanto stravaganti, sembrano quasi normali, quando invece sono creazioni dal design bizzarro ed esagerato ad opera di Christian Louboutin.

Questo look Jessica alba lo indossa per partecipare al Jimmy Kimmel Live, forse vuole apparire stravagante, e quindi opta per questa camicia molto strana con reggiseno a cono, decorazioni con strass e corsetto con cope in satin a scacchi che abbina ad una gonna a pieghe nere, tutto dalla collezione primavera estate 2010 di Christopher Kane.

Le scarpe sono abbinate alla perfezione all’abito e sono degli ankle boots in suedè nero firmate Christian Louboutin, presentano un tacco vertiginoso, un alto plateau e nella parte anteriore hanno una “scollatura” che dalla caviglia arriva sinuosamente quasi vicino alle dita, Louboutin riesce a creare calzature sexy anche quando non vuole!

Il sito Comingsoon.net ha diffuso una clip dal film The Killer Inside Me, thriller di Michael Winterbottom basato sull’omonimo romanzo dello statunitense Jim Thompson e interpretato, tra gli altri, da Casey Affleck, Jessica Alba, Kate Hudson, John Goodman e Elias Koteas. Il film racconta la storia di Lou Ford (Affleck), vicesceriffo di una piccola città del Texas, uomo dalla vita apparentemente normale e tranquilla. Ha una bella casa e una moglie fedele (Hudson) ma la sua vera natura di sessuomane e omicida violento emerge con prepotenza quando si imbatte, per lavoro, in una bellissima e sensuale prostituta (Alba). In questa clip conosciamo da vicino proprio Lou Ford. Dateci un’occhiata e fateci sapere cosa ne pensate:

Tutte le news e le foto su Jessica Alba!

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Cameron, single in bikini: “L’amore eterno non esiste”

16 giugno 2010

Una splendida Cameron Diaz in bikini

Nonostante abbia 38 anni e da molto tempo sia single, Cameron Diaz non sembra preoccupata: “Non so cosa mi succederà in futuro, ma per il momento non penso né al matrimonio né ai figli e fortunatamente non ho l’ansia dell’orologio biologico che ticchetta. Eppure amo i bambini e mi occupo volentieri di quelli delle mie amiche”

In un’intervista al magazine Tu Style l’attrice confessa: “Credo invece che l’amore delle favole, quello che dura una vita intera sia un’illusione. Ma magari cambierò idea anche su questo, chissà. D’altra parte i miei genitori sono stati insieme per ben quarant’anni!. Per ora il mio obiettivo è semplicemente essere felice e coltivare dei rapporti umani costruttivi, intensi e sinceri. Sì – conclude – l’importante è avere delle belle persone su cui poter contare, e non fa niente se sono due o dieci”.

Cameron con "l'amico" Tom Cruise

In effetti lei adora stare con la sua amica Drew Barrymore, è molto vicina a Tom Cruise (con cui ha appena girato Innocenti bugie), e ama andare spesso in vacanza con la famiglia o gli amici. Dopo la separazione da Justin Timberlake, che ha da poco ritrovato sul set di Bad Teacher, non c’è stato nessun fidanzato ufficiale (solo un flirt…), ma lei ha saputo prendersi cura di sé e della sua carriera. E basta darle una spiaggia e un bikini e si sente una regina.

Essere una zia non l’ha preparata alla futura maternità. Cameron Diaz non è sicura di voler avere dei pargoli, perché i figli ti regalano gioie, ma pure un mare di responsabilità. Cameron adora i nipoti e le piace trascorrere del tempo con loro, ma questo non vuol dire che sia pronta a fare la mamma. “Puoi essere una buona zia, ma non significa che sarai un buon genitore, non è la stessa cosa – ha confessato la bionda ad America’s InStyleAvere dei figli ti cambia drasticamente la vita. Io amo la mia esistenza, così non so se desidero cambiarla. Bisogna ponderare bene, potrebbe essere un errore totale”.

Eterna Peter Pan, la Diaz non parla del suo rapporto con l’ex di Kate Hudson: “Non è giusto rispondere a domande che coinvolgono altre persone”. Massima privacy, ma chissà cosa penserà Rodriguez, sua nuova fiamma, dicono, delle esternazioni sulla famiglia di Cameron…

L'attrice con il presunto flirt, Rodriguez

Tutto su Cameron Diaz!

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Megan Fox pistolera nel west è più sexy che mai

15 giugno 2010

Dai robot al west, Megan Fox non perde il suo sex appeal. La bellissima di Transformers sta arrivando sugli schermi Usa armata di corsetto e pistola nel western Jonah Hex. In una delle scene più “calde” è appesa ad una corda, con gonna strappata, calze a mezza gamba e forme strizzate, accanto ad un Josh Broslin alquanto compiaciuto. Nella nuova pellicola, che arriva nei cinema Usa il 18 giugno e in Italia l’1 ottobre, la Fox interpreta Leila, la ragazza per cui perde la testa il protagonista Jonah Rex (Josh Brolin).

Jonah Hex, brutale cacciatore di taglie ricercato in tutto il Far West, viene contattato dall’esercito americano che eliminerà il suo conto aperto con la giustizia se riuscirà a fermare il fuorilegge Quentin Turnbull. La ghiotta opportunità di riscatto gli faranno accettare l’incarico senza esitazione, e si avvarrà dell’aiuto dell’affacinante “pistolera” mora.

Megan Fox sarà una pistolera

Il film è diretto da Jimmy Hayward, e nel cast c’è anche John Malkovich. Vedremo se Megan sarà all’altezza dei suoi illustri colleghi. Mickey Rourke, che recentemente ha girato con lei Passion Play, ha elogiato le sue qualità artistiche: “Non sapevo molto di lei, tranne quello che avevo letto. La sorpresa maggiore è stata constatare che quella ragazza dalla bellezza ineguagliabile era anche forse la migliore giovane attrice con cui abbia lavorato”. Detto da un veterano di Hollywood come lui….

Manca poco all’uscita americana di Jonah Hex, l’adattamento dell’eroe dei fumetti Dc Comics interpretato da Josh Brolin e Megan Fox. In un’intervista a Comic-Book Resources, l’attore John Malkovich ha parlato del suo personaggio: il villain Quentin Turnbull. Ecco i punti più interessanti dell’intervista:

Ti hanno inviato dei fumetti mentre stavi decidendo (o quando hai firmato per il film)?
Si, li ho visti un paio di tempo prima. il regista Jimmy Hayward realizzò dei modelli di questi che mi mostrò a Los Angeles.

Molta gente non ha familiarità con il tuo personaggio. Puoi parlarcene?
Turnbull è il proprietario di piantagioni del Sud ed è veramente ricco e potente. Sente che Jonah ha causato la morte del figlio in un certo senso, quindi c’è una sorta di vendetta. Turnbull comanda anche un gruppo di una specie di predoni, ex soldati sostenitori degli Stati Confederati. Alla fine crede di sovvertire il governo…Il mio personaggio non è del tutto invischiato con il soprannaturale. Forse un pochino. Ad un certo punto della storia, Hex ha questo tipo di aberrazioni, ed io appaio brevemente come una di queste.

Interpretando il villain, la tua performance come attore è più contenuta o più vivace?
Beh, non so, ho passato le ultime due notti ad urlare, quindi non so quanto possa esser contenuta.

Il film è ispirato ai fumetti della Comics

Diretto da Jimmy Hayward (regista di Ortone e il Mondo dei Chi), il film è stato scritto da Mark Neveldine e Brian Taylor. Nel cast del film, oltre a Josh Brolin e Megan Fox, anche i villain interpretati da John Malkovich e Michael Fassbender.

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Transformers 3, le prime indiscrezioni: un “finale killer”

14 giugno 2010

Transformers 3 uscirà nelle sale il primo luglio 2011

Prime indiscrezioni dal set di Transformers 3, il nuovo film della saga dedicata ai celebri robottoni Hasbro che arriverà nelle sale nell’estate 2011. Secondo il regista Michael Bay il terzo episodio avrà un tono più serio e un vero e proprio crescendo che porterà a un “finale killer”. Il regista rinuncerà quindi all’humor demenziale e la trama del terzo film sarà molto più strutturata: nonostante il successo di Transformers – La vendetta del Caduto, molti fan avevano trovato la storia troppo confusionaria.

Oggi lo stesso produttore, Lorenzo di Bonaventura, dice: “Abbiamo tentato di fare troppe cose nel secondo film, e ciascuna di esse ha avuto quindi poco spazio”. La trama, ancora top secret, avrà a che fare con la Guerra Fredda, a quanto pare strettamente legata alle vicende dei robot alieni. “Il film ha più mistero” ha rivelato Bay. Per Shia Labeouf, il protagonista, questo capitolo sarà il passaggio all’età adulta, e ci sarà ovviamente una nuova ragazza nel suo cuore. Megan Fox, come è noto, sarà rimpiazzata dalla splendida modella Rosie Hungtinghton Whiteley.

Di Bonaventura ha tirato in ballo anche le troppe resurrezioni del secondo capitolo, promettendo che stavolta chi morirà resterà morto. Ci sarà un ritorno, però, quello di John Turturro, che sarà di nuovo l’agente Simmons, mentre il ruolo dei detestati Gemelli sarà molto ridotto. Il film sarà in 3D, avrà come principale cattivo il temibile Shockwave, tiranno di Cybertron che ha conquistato il pianeta natale dei Transformers dopo la dipartita degli Autobot e dei Decepticon.

Forse verrà ripreso in futuro , ma Transformers 3 avrà una fine precisa”, dice Bay al quotidiano “USA Today”, in cui ha anche riconosciuto che le aspre critiche ricevute, si possono spiegare nella protesta portata avanti dallo sciopero degli scrittori di Hollywood.

Inoltre, Bay ha confermato che il film uscirà con tecnologia 3D, anche se nulla si sa ancora se sarà girato direttamente in tre dimensioni o se verrà convertito attraverso i software nella post-produzione.

Shia Laboeuf e Megan Fox nel primo Transformers

 Per saperne di più…

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Con The Hole la paura è in 3D e arriva dai sotterranei

8 giugno 2010

The Hole in 3D, presto nelle sale

La paura arriva sul grande schermo in versione 3D (dall’11 giugno), con The Hole in 3D, il thriller di Joe Dante che esplora le paure e i segreti sepolti nel profondo dell’animo umano. “Sono cresciuto nell’adorazione dei film dell’orrore popolati da mostri e strane creature e di conseguenze ho diretto un certo numero di horror oltre a film di maturazione come Gremlins e Matinee. Ma nessuno dei film da me realizzati fino ad oggi conteneva quel mix di elementi terrificati e profondo dramma umano che possiede questo”. 

L’adolescente Dane si trasferisce col fratellino Lucas e sua madre Susan in una nuova casa in periferia. Inizialmente il ragazzo non si trova a suo agio, rimpiangendo la sua vecchia vita a Brooklyn, ma ben presto conosce Julie, la sua vicina di casa, e si prende immediatamente una cotta per lei. La routine giornaliera viene però immediatamente rotta quando Lucas trova nello scantinato della casa una botola chiusa con numerosi lucchetti; lui e suo fratello la aprono ma non trovano nulla, solo un buco apparentemente senza fondo. Ma quella stessa notte cominciano ad accadere cose strane e inquietanti: tra bambine fantasma e pupazzi che prendono vita, dal buco sembra fuoriuscita una forza soprannaturale!

C’era un tempo non molto lontano, ovvero gli spesso celebrati anni ’80, in cui si producevano così tanti film dell’orrore che si finì per traghettare questi prodotti verso target molto diversi tra loro. Tra splatter e horror psicologici c’erano così anche prodotti per un pubblico più giovane, di veri e propri ragazzini; horror leggeri che non contenevano scene di vera violenza ne nudi e sangue, ma puntavano più che altro sul facile raccapriccio, effetti speciali e su qualche innocuo spavento. Si trattava di film che avevano per protagonisti gli stessi ragazzini target delle opere e si chiamavano, ad esempio, “Non aprite quel cancello” e “Scuola di mostri”.

Però uno degli esempi più celebri del filone, nonché piccolo capolavoro del cinema di genere, è “Gremlins” di Joe Dante, lo stesso autore che firma questo “The Hole 3D” che sa di revival lontano un miglio. Ma procediamo per distinguo. “Gremlins” non era solamente un buon horror per ragazzi ma anche un film dai ritmi perfetti, dalla struttura narrativa impeccabile e capace di creare una mitologia in grado di influenzare prodotti successivi. “Non aprite quel cancello” e affini, invece, erano semplicemente dei divertenti b-movie dalla giusta alchimia di caratteri che li facevano particolarmente appetibili a pubblici adolescenti e che probabilmente sono considerati oggi dei cult solo da quella generazione che ha potuto conoscerli quando era in età giusta per farlo.

La "bambina fantasma" del film

“The Hole 3D” appartiene indubbiamente più a questa seconda categoria, volendosi rivolgere oggi a quegli spettatori adolescenti o anche più piccoli per cui l’adrenalina dello spavento è data da elementi a loro potenzialmente più vicini, come giocattoli inquietanti, compagni di giochi defunti e figure genitoriali non proprio ideali. Dante gioca con le paure infantili, ma lo fa con la consapevolezza di rivolgersi a un pubblico in età scolare, dunque tenendo sempre il freno su qualunque cosa possa realmente spaventare e concedendo fin troppe volte la mano all’ironia stemperante. A conti fatti quello che Dante ha definito “un horror per famiglie” piuttosto che al suo “Gremlins” somiglia a quei libricini della collana “Piccoli Brividi” che spopolavano tra gli adolescenti di un decennio (o poco più) fa. Brividi talmente “piccoli” da risultare molto più che innocui.

Dante confeziona dunque un prodotto che non convince, o meglio, non convince tutti. La vicenda ha molto di già visto proprio in funzione delle meccaniche di genere adolescenziale e pre-adolescenziale (la cotta per la vicina di casa, il rimpiangere la città con il successivo immediato adattamento alla periferia, i battibecchi tra fratello minore e maggiore, le figuracce da imbranato del protagonista, e via dicendo) e non sembra avere un’idea sufficientemente forte alla base per giustificare un lungometraggio.

Insomma, “The Hole 3D” è la storia di un buco che materializza le peggiori paure, un pretesto per sfoggiare una morale trita e ritrita che recita più o meno “per vincere le proprie paure bisogna affrontarle”. Per far ciò si ricorre a singoli espedienti che se slegati dal contesto risultano anche efficaci per la messa in scena che ricorda i suddetti film anni ’80. Mi riferisco in particolare alla scena in cui un malefico pupazzo dalle sembianze di un puppetmasteriano giullare instaura una feroce lotta con il piccolo Lucas. Anche la prima apparizione della bambina fantasma (che ricorda molto, forse involontariamente, la Melissa Graps di “Operazione paura”) non è affatto male, ma il problema risiede sempre lì: se visto nel suo complesso il film è davvero poca cosa, banale e troppo infantile.

Come si evince dal titolo, il nuovo film di Joe Dante utilizza la moderna tecnologia della stereoscopia digitale, ma non la sfrutta affatto e quel 3D ormai d’obbligo per molte produzioni è un piccolissimo espediente per mostrare solo un paio di scene in cui gli oggetti si spingono verso lo spettatore, davvero pochissimo per giustificare il prezzo maggiorato del biglietto. Il cast comprende giovani e giovanissimi che hanno il volto di Chris Massoglia (“Aiuto Vampiro”), Haley Bennett (“Io & Marley”) e Nathan Gamble (“The Mist”), accompagnati dall’adulta Teri Polo (“Ti presento i miei”). (Per saperne di più visita Horrormovie.it).

“In The Hole in 3D i giovani personaggi ostentano la stessa arrogante e divertente spavalderia che hanno i ragazzi nella vita reale. – ha detto il regista – Il mio obiettivo è far sì che il pubblico si identifichi con personaggi gradevoli e credibili e che si preoccupi di quello che potrebbe succedergli indipendentemente dalla stranezza della situazione nella quale questi verranno a trovarsi. E’ questo aspetto che mi ha portato ad optare per le 3-D, il cui uso in questo film ha l’obiettivo di permettere al pubblico di calarsi completamente nella storia e non di farlo trasalire sulla sedia: una volta che lo spettatore si sarà appassionato alle vicende dei personaggi e si sarà unito a loro nella ricerca che li porterà a svelare il misterioso segreto, il viaggio diventerà più intenso e folle. I colpi di scena più bizzarri sono accompagnati da atteggiamenti umoristici dei personaggi ma la conclusione è sinceramente toccante e credo anche drammatica in una maniera assolutamente inaspettata per un film di questo genere, specialmente presentato in 3-D”.

La locandina di The Hole 3D

Per sostenere il lancio della pellicola nei principali Centri Commerciali italiani gli ingressi, le uscite, i cambi di piano, le scale mobili e gli ascensori, saranno presidiati da Floor Graphics che rappresentano una grafica ispirata all’artwork del film, in tema col mood della pellicola.

La tecnica del 3D è stata inoltre riproposta nelle maxi affissioni installate nelle principali arterie stradali della capitale: presso viale di Tor di Quinto e presso la stazione ferroviaria Trastevere, provocando già in questi giorni grande curiosità tra i passanti, con ‘arti’ pronti ad uscire letteralmente dal cartellone, come potete vedere dall’immagine qui sotto.

I cartelloni in 3D che promuovono il film

Ora guarda le foto e i video di The Hole 3D, leggi le news e conosci il regista!