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Voglio la partita in 3D, vado al cinema

2 giugno 2010

Il trionfo degli azzurri!

Finora il calcio al cinema l’avevamo visto immortalato nella commedia all’italiana, in film cult come “Eccezzziunale veramente” e “L’allenatore nel pallone”. O in pellicole piu’ impegnate come “Febbre a 90°”, “Best” e “Maradona, la mano de Dios”. Ora, invece, in sala si andrà con sciarpa e cappellino. Dopo lo stadio, il bar, e le partite a casa, una nuova era sembra iniziata. Un’era di pace tra calcio e cinema , da sempre ritenuti svaghi antitetici. Da sempre frutto di litigi di coppia nelle scelte sul cosa fare la sera. 

Dopo l’esordio delle proiezioni 3D in Italia con la finale di Coppa Italia, Roma-Inter, trasmessa in nove sale il 5 maggio scorso, ora sul grande schermo approda la manifestazione sportiva più amata dagli italiani. Grazie ad un accordo tra The Space Cinema e la Fifa, si potranno vedere in diretta 12 partite dei Mondiali del Sudafrica. Si parte con Italia-Slovacchia il 24 giugno, poi Brasile-Portogallo, tre ottavi di finale, tre quarti di finale, le due semifinali, la finale terzo e quarto posto oltre che la finalissima dell’11 di luglio.

”Stiamo valutando la possibilità di offrire anche ulteriori partite nella fase eliminatoria”, commenta il direttore generale di The Space Cinema, Giovanni Canepa. E’ in corso una trattativa anche sulla proiezione della gara inaugurale tra Sudafrica e Messico. La Fifa ha affidato alla Sony le riprese in 3D in 5 stadi dei 10 in cui si giocheranno le partite, dove sono state istallate sette coppie di telecamere. Venti in totale le gare che saranno trasmesse via satellite con questa tecnologia, che unisce l’alta definizione alla profondità della ripresa stereoscopica.

Ci sono anche dei limiti, emersi nella proiezione d’esordio. Le riprese sono un pò monotone, niente zoom e pochi primopiano. Sul replay, poi, le limitate angolature di ripresa impediscono di valutare al meglio falli e fuorigioco. Le gare saranno trasmesse in venti sale sparse su tutto il territorio nazionale, secondo i limiti massimi di diffusione imposti dalla Fifa. Probabilmente saranno interessate due sale a Roma e due a Milano, poi una sala in quasi tutte le altre grandi città.

Anche il tennis sbarca al cinema con il 3D

‘Vogliamo trasformare lo schermo cinematografico – spiega Canepa – a seconda degli eventi in palcoscenico teatrale, orchestra, palco musicale o, come nel caso dei mondiali sudafricani, nel più tecnologico e realistico stadio di calcio virtuale”. I biglietti costeranno da 10 a 15 euro a seconda delle partite e si potranno comprare al botteghino, sul web e tramite call center. 

La tendenza avviata dal calcio sembra contagiare anche gli altri sport. Domenica prossima toccherà al tennis fare il suo esordio al cinema in 3D. Una multisala milanese del circuito Uci Cinemas trasmetterà, in diretta da Parigi, la finale del singolare maschile del Roland Garros. I biglietti costeranno 15 euro.

ECCO LE SALE DOVE VEDERE LE PARTITE IN 3D:

Sono venti le sale italiane che trasmetteranno in 3D dodici gare dei Mondiali di calcio in Sudafrica, grazie all’accordo tra The Space Cinema e Fifa. Due sono a Roma, due a Milano, poi una nei principali centri di quasi tutte le regioni. I prezzi varieranno da 10 a 15 euro a secondo dalla partita e si potranno acquistare al botteghino, sul web o tramite call center.

Ecco le città nelle quali saranno proiettate le partite: Milano; Roma; Napoli; Bari; Torino; Belpasso (Catania); Bologna; Corciano (Perugia); Lamezia Terme (Catanzaro); Livorno; Lugagnano Di Sona (Verona); Montesilvano (Pescara); Nola (Napoli); Parma; Quartucciu (Cagliari); Salerno; Surbo (Le); Torri Di Quartesolo (Vicenza).

I cinema interessati utilizzano tutti la tecnologia fornita da Real D. L’impianto per la proiezione di immagini in formato digitale è costituito da un proiettore digitale, con uno schermo ”silver screen”. La tecnologia prevede una proiezione avente una frequenza di 144 Hz (corrispondente a 144 frame al secondo): in questo modo, alternando un fotogramma per l’occhio sinistro ad uno per il destro, si avrà un totale di 72 fotogrammi per occhio al secondo. Nel corso del 2010 questo processo di digitalizzazione crescerà sempre di più e vedrà nei prossimi due anni il raggiungimento di 100 sale sul territorio nazionale.

Quest'anno le partite si guardano al cinema! In 3D!

Che ora è? È ora di fare il tifo per l’Italia ai Mondiali di Calcio di Sudafrica 2010. Tra pochi giorni comincia la sfida: dall’11 giugno scenderanno in campo le squadre che si contendono la Coppa del Mondo. In occasione dei Mondiali di Calcio A-Style lancia quattro nuovi modelli di orologi dedicati ad altrettante Nazionali. Non poteva mancare l’orologio con i colori dell’Italia: il tricolore decora il cinturino dell’orologio! Ci sono poi quello del Brasile, giallo e verde, quello dell’Inghilterra, decorato con la bandiera Union Flag, e quello degli Stati Uniti, con la bandiera a stelle e strisce.

Gli orologi A-Style dedicati a Sudafrica 2010 sono prodotti in edizione limitata. Sono realizzati in morbido silicone con cassa integrata nel cinturino. Gli orologi costano 49 euro ciascuno. Stai contando i minuti che ci separano dai Mondiali di calcio? Su Mypage trovi il countdown! E naturalmente FORZA AZZURRI!!!

Gli orologi A-Style con i colori delle varie nazionali

Tutto sui Mondiali di calcio in Sudafrica 2010!

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Tecnologia 3D: dal cinema alla televisione, fino ai pc. Sarà questo il futuro?

31 maggio 2010

I primi esperimenti di cinema 3D risalgono agli anni Cinquanta

Nelle sale ormai spopolano le rappresentazioni 3D: dai concerti (come quello di U2 3D, uscito lo scorso 26 aprile), ai film d’animazione (il prossimo ad uscire è Toy Story 3), fino ai film come Avatar e Alice in Wonderland. Roger Ebert, il critico cinematografico del Chicago Sun-Times, Premio Pulitzer, ha pubblicato un editoriale su Newsweek per dire la sua riguardo alla tecnologia 3D. Nel suo articolo, Why I Hate 3-D (And You Should Too), ovvero Perchè odio il 3D (E perchè lo dovreste fare anche voi), Ebert riassume in nove punti le sue perplessità su questa innovazione:

  1. Il Premio Pulizer Roger Ebert

    SI SPRECA UNA DIMENSIONE: La mente usa già il principio della prospettiva per strutturare la terza dimensione. Aggiungerne una artificialmente peggiora l’illusione della stessa mente

  2. NON AGGIUNGE NULLA ALL’ESPERIENZA: Le esperienze cinematografiche più coinvolgenti fino ad ora non sono state in 3D.
  3. PUO’ RAPPRESENTARE UNA DISTRAZIONE: Il regista con il 3D è privato di un prezioso strumento, quello della messa a fuoco per dividere tra primo piano e sfono l’immagine e attirare l’attenzione su un determinato particolare.
  4. PUO’ CREARE NAUSEA E MAL DI TESTA: il 3D produce un’esperienza visuale non famigliare e questo può creare problemi come nausea e mal di testa.
  5. I FILM 3D SONO MENO LUMINOSI: questo perchè molte sale cinematografiche non hanno ancora le tecnologie adatte, ovvero quella IMAX.
  6. STANNO SPECULANDO SULLA VENDITA DEI NUOVI PROIETTORI DIGITALI: alcuni studios non distribuiscono alle sale la versione 2D del film se queste non ne trasmettono una versione in tre dimensioni.
  7. GLI ESERCENTI AUMENTANO IL PREZZO DEI BIGLIETTI DI 5/7.5 DOLLARI: spesso sono i bambini a dire ai genitori di voler vedere i film in 3D, influenzati dalla pubblicità. Quindi questa tecnologia è una sorta di estorsione per questi genitori che decidono di accontentare i loro figli.
  8. NON RIESCO A IMMAGINARE UN FILM DRAMMATICO, COME THE HURT LOCKER O TRA LE NUVOLE, IN 3D: Il 3D sembra riservato ai film per bambini, l’animazione, o i film come Avatar di James Cameron, realizzato principalmente con i computer.
  9. OGNI VOLTA CHE HOLLYOOD SI E’ SENTITA MINACCIATA, SI E’ RIVOLTA ALLA TECNOLOGIA: IL SUONO, IL COLORE, IL WIDESCREEN, IL CINERAMA, IL 3D, IL SUONO STEREO, E ORA DI NUOVO IL 3D: Offrire un’esperienza irripetibile è stato sempre un obiettivo del cinema, ma le Tv 3D riavvicineranno cinema e casa.

A dare invece una visione positiva e una risposta alle critiche di Roger Ebert è Jeffrey Katzenberg, un produttore cinematografico statunitense che negli anni ottanta ha risollevato il reparto animazione della Disney e che oggi è co-fondatore con Steven Spielberg e David Geffen della casa di produzione DreamWorks. Il produttore, ospite in un programma televisivo statunitense, ha affermato:

«Il 3D migliora i grandi realizzatori e narratori, consentendo loro di immergerti in una storia, in maniera da aumentare le sensazioni e le emozioni che il regista crea nel suo racconto, perché è questo che fa la grande narrazione. Ti mette sulla sedia del protagonista, facendoti sentire minacciato. Se qualcuno rincorre Julia Roberts con una picozza, sei spaventato come lo è lei. […] Ora, dagli un nuovo strumento, che è quello che dà vita a questo mondo coinvolgente, in cui può mettere il pubblico al centro, e le cose diventano ancora più affascinanti». Jeffrey Katzenberg esalta il 3D, BadTaste.it

Jeffrey Katzenberg è il co-fondatore della Dreamworks

Ma ormai questa tecnologia ha invaso anche le nostre case e sentiamo sempre più spesso parlare di televisori che permettono una visione in 3D. Secondo Giovanni Toletti, project manager dell’Osservatorio new media e Tv del Politecnico di Milano, è ancora presto per i telespettatori acquistare un televisore di questo tipo:

«In effetti è un po’ presto per fare previsioni e noi stessi dell’Osservatorio stiamo raccogliendo dati e informazioni per impostare una ricerca ad hoc che uscirà quest’anno. Quello che posso dire è che è un po’ presto per acquistare una Tv 3D, almenoché non si sia appassionati e addetti ai lavori». Mi metto il 3D in salotto, Agnese Ananasso, Repubblica.it

Come afferma Toletti, ciò è dovuto al fatto che «Per la massima resa del 3D servono contenuti in 3D e non ce ne sono ancora: occorre aspettare i Mondiali di calcio. Infatti grazie a un accordo con Sony la Fifa trasmetterà 25 partite in 3D. Per farlo Sony metterà a disposizione dei cameraman delle videocamere professionali per effettuare riprese in 3D». Mentre parlando di quale possa essere il futuro dopo la televisione 3D, il project manager afferma: «Si parla già di Tv olografica, forse tra 4-5 anni. Sembra azzardato, come sembrava azzardato nel 2006 parlare della commercializzazione della Tv 3D nell’arco di 4-5 anni. Eppure eccola qui».

Samsung, Panasonic e Sony parlano già di ecosistema della tecnologia a tre dimensioni e intendono il fatto che per la riproduzione di film e giochi 3D, il televisore rimane l’apparecchio principale ma attorno a questo giocano una parte fondamentale i lettori Blu-ray e le console di gioco, i sistemi di home cinema, i prodotti video digitali (macchine fotografiche e camcorder) e i personal computer. Pare quindi che ben presto anche la domanda di pc con capacità tridimensionali è destinata ad aumentare. Come scrive Gianni Rusconi su Il Sole 24 Ore:

La tecnologia tridimensionale, in buona sostanza, si avvia a diventare in tempi relativamente brevi una caratteristica standard nella dotazione di desktop e notebook, anche se non tutte le macchine con a bordo un’unità grafica compatibile saranno a tutti gli effetti in grado di riprodurre immagini in tre dimensioni. Per farlo dovranno essere equipaggiati con monitor particolari ed essere utilizzati in combinazione con gli immancabili occhialini. Computer 3D: fra quattro anni il boom, Gianni Rusconi, Il Sole 24 Ore

Insomma, sembra che dovremmo abituarci ai pro e ai contro di questa nuova tecnologia 3D, che pare ci accompagnerà nei prossimi anni, contaminando anche i nostri televisori e i nostri personal computer.

Approfondimenti:

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Classifica 2010 degli abiti più glamour della storia del cinema… e molto altro!

30 maggio 2010

Quali sono gli abiti che hanno fatto la storia del cinema? Ci sono moltissime celebrities, a partire da Audrey Hepburn, che ci hanno regalato dei look da sogno, entrati nell’immaginario collettivo e che anche a distanza di moltissimi anni sanno regalarci ancora grandi emozioni, diventando dei capi must haveche sembrano valicare i confini spaziali e temporali, diventando degli evergreen che le fashion addicted non possono ignorare. Lovefilm, una società di noleggio di Dvd, ha condotto un sondaggio sul miglior vestito femminile nella storia del cinema. Un sondaggio che ci porta a ripercorrere anche la storia della moda… 

Ecco allora la top ten degli abiti che hanno fatto la storia del cinema: 

1. Al primo posto troviamo l’abito indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, il celebre tubino nero di Givenchy, sfoggiato con lunghi guanti neri ed una collana di perle. Un film del 1961 che ancora ci fa sognare, non trovate? “Audrey Hepburn è veramente riuscita a trasformare quel semplice tubino nero in un simbolo assoluto di moda e di stile, capace di resistere alla prova del tempo”.

Audrey Hepburn

2. Sul secondo gradino del podio, troviamo invece l’abito in seta verde di Jacqueline Durran indossato da Keira Knightley in Atonemen.

Keira Knightley

3. Medaglia di bronzo per l’abito bianco di Marilyn Monroe indossato nel film “Quando la moglie è in vacanza”: un abito che e’ diventato un’icona!

Marilyn Monroe

4. Subito fuori dal podio, troviamo il bikini sfoggiato da Ursula Andress nel film “007 – Licenza di uccidere”, datato 1962. Un costume da bagno che ha fatto la storia…

Ursula Andress

5. Al quinto posto troviamo l’abito da sera in oro, indossato da Kate Hudson nel film del 2003 “Come farsi lasciare in 10 giorni”.

Kate Hudson

6. In sesta posizione, troviamo nuovamente Audrey Hepburn, questa volta con il vestito bianco, impreziosito da pizzo, visto in “My Fair Lady”.

Di nuovo Audrey Hepburn

7. Subito dopo troviamo i leggings neri, abbinati ad un paio di zoccoli rossi e ad un corpetto, che visto sul corpo di Olivia Newton-John in Grease.

Olivia Newton John

8. Ottava posizione per Raquel Welch e per il suo look in “Un milione di anni fa”

Raquel Welch

9. Nona posizione, invece, per il corpetto di Nicole Kidman nel meraviglioso “Moulin Rouge”.

Nicole Kidman

10. Chiude la classifica, Sarah Jessica Parker con l’abito da sposa di Vivienne Westwood che Carrie Bradshaw ha indossato in Sex and the City. Ma visto che siamo in tempi da Sex and the City 2, le quattro stilose di New York si devono accontentare della decima posizione, anche se in questo caso l’abito votato è quello del primo film.

Sarah Jessica Parker

E a proposito di look che hanno segnato un’epoca, un altro sondaggio, questa volta della casa di moda Offers Supermarket, ha, invece, incoronato il miniabito con la Union Jack orgogliosamente mostrato dalla ex Spice Girls, Geri Halliwell, ai Brit Awards del 1997 come il vestito-icona degli ultimi 50 anni. A seguire, il celeberrimo Versace con le spille da balia indossato da Liz Hurley alla prima londinese di Quattro matrimoni e un funerale con l’allora fidanzato Hugh Grant e il famoso abito bianco di Marilyn, confermato al terzo posto come nel precedente sondaggio.

Liz Hurley

Ma a dimostrazione che se “la moda è mobile” almeno quanto la donna, i sondaggi lo sono ancora di più, ecco che il tubino nero di Audrey Hepburn qui scivola fuori dal podio, assestandosi in quarta posizione, appena sopra l’architettonico overcoat bianco, a balze di seta foderate di neoprene, portato con ironica nonchalance da Lady Gaga ai Brit Awards di quest’anno e creato per lei dallo stilista italiano Francesco Scognamiglio, in omaggio al collega scomparso Alexander McQueen

Lady Gaga

Non di soli abiti brilla una star di Hollywood. Ma di certo il look aiuta molto. Se volete scoprire la borsetta più cool, il copricapo di moda, le scarpe più eccentriche o i vestiti più belli delle attrici più popolari e di altre donne dello spettacolo ecco per voi un sito che è un vero tempio della moda da star. Si chiama WhoWhatWear.com e basta cliccarci sopra per sfilare i vestiti alle dee del cinema. Su questo meraviglioso sito americano troverete ogni giorno i capi più alla moda visti addosso alle star, ma anche le tendenze più cool – per esempio, passeggiare con cani di piccola taglia al seguito – gli accessori assolutamente da avere, i dettagli da red carpet e i prodotti per la bellezza e il make up, le acconciature e i tagli di capelli. Vera chicca del sito sono poi i post dedicati allo stile dei film. Io per esempio adoro quello su Il talento di Mister Ripley, dove trovare fragranze, bikini, occhiali e uno splendido e bastardo Jude Law per raccontare di una moda stile Capri e molto sbarazzina. Visitate anche voi WhoWhatWear, per un sano quarto d’ora di frivola celebrità… 

Il talentuoso Mr Ripley

Per quanto riguarda l’uomo la barba sta avendo il suo riscatto! Sarà… ma la barba lunga, selvaggia, folta, sfoggiata con uno sguardo che promette rozzezza piace e non passa mai di moda. Donne e uomini ne vanno matti! L’uomo si sente più uomo, la barba lo aiuta, sono finiti i tempi in cui ci si depilava ovunque, ora la vera tendenza è essere naturali, primitivi, trasandati/chic. Trentenni e quarantenni scelgono di radersi sempre meno, preferiscono curare una barba lunga, averla lucida, nera o sale e pepe che sia, insomma finalmente gli uomini si piacciono con la barba e… piacciono a loro volta… Basta guardarsi intorno, non solo i belloni del cinema, ma anche tra  la gente comune, su tre uomini, due hanno la barba volutamente incolta.  

Abbinata ad una magliettina sfrangiata o scollatissima e giubbotto di pelle (mai over) o semplicemente ad una camicia e un jeans scuro… la barba completa il tutto. Ma attenzione deve sembrare selvaggia… curarla è necessario… la barba chic dona l’aria di essere impegnati, di vivere troppo per avere il tempo di radersi… ma aggiungerei, svelando una mia debolezza… è molto erotica! 

Greg Vaughan

Greg Vaughan (Dallas, 15 giugno 1973) è un attore statunitense. È divenuto famoso nel ruolo di Dan assunto nella seconda stagione della serie televisiva Streghe. Successivamente entra nel cast della soap statunitense General Hospital.  

Viso pulito e, se si può dire per uomo, “acqua e sapone”, oggi l’attore sfoggia un look decisamente più da uomo, più maschio, mostrando folta barba e pelo del petto in vista. Che sia una nuova moda tra gli attori americani ?
Sta proprio tornando di moda l’uomo barbuto… 

Clicca qui per sapere tutto sullo stile delle star hollywoodiane!

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Schermi da prete

20 maggio 2010

In occasione dell’anno sacerdotale è stata preparata una mostra fotografica che ripercorre l’immaginario “talare” al cinema. L’appuntamento è previsto per il 3 giugno alla Pontificia Università Lateranense.

Carlo Verdone nel film Io, Loro e Lara

Com’è stato rappresentato il prete al cinema? Com’è cambiata la sua immagine negli anni, da autore ad autore, attraverso pellicole e sensibilità differenti? Un percorso in grado di illustrare e ripercorrere i cambiamenti e le evoluzioni della figura del sacerdote sul grande schermo è “Preti al cinema. I sacerdoti e l’immaginario cinematografico”, una mostra fotografica che verrà inaugurata il 3 giugno presso la Pontificia Università Lateranense. Ideata in occasione dell’Anno Sacerdotale indetto da Sua Santità Benedetto XVI, l’iniziativa, curata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, si compone di circa un centinaio di fotografie (selezionate dalla Fondazione e concesse eccezionalmente dalla Fototeca del Centro Sperimentale) che ritraggono i protagonisti sul set e nei momenti di riposo.

Attraverso una variopinta galleria di personaggi – dal Don Bosco portato sullo schermo da Giampaolo Rosmino nel capolavoro di Goffredo Alessandrini del 1935, al Don Camillo a cui Fernandel ha prestato il proprio volto, fino al disilluso don Giulio di La messa è finita (1985) di Nanni Moretti e al modernissimo padre Carlo di Io, loro e Lara (2010) di Carlo Verdone – la mostra vuole stabilire un contatto tra gli spettatori e la religione, cercando di interpretare il succedersi delle stagioni culturali, politiche e religiose che hanno attraversato non solo il nostro Paese, ma il mondo intero.

Una scena de La Messa è Finita di Nanni Moretti

Drammatico, commedia, thriller e soprattutto l’horror: sono proprio tutti i generi che si “sposano” con tematiche come la fede o la religione. Ecco alcuni film che hanno come protagonisti attori con l’abito talare:

1) Il prete (Priest, UK 1994)
Esordio al cinema della regista inglese Antonia Bird (seguace di Ken Loach). Questa è la storia del giovane Greg Pilkington (Linus Roache), un prete di Liverpool intrappolato tra la sua immagine da cattolico conservatore e la sua vita segreta da omossessuale. Comincerà una relazione con Graham (interpretato da Robert Carlyle)… ma la situazione si complica quando una ragazzina gli confessa di essere stata molestata dal padre. La scena cult: Greg in preda a collera davanti al crocifisso si chiede se è giusto tradire il segreto della confessione e salvare la ragazzina. Finale da pelle d’oca!

2) Tentazioni d’amore (Keeping the Faith, Usa 2000)
Edward Norton prometteva bene come regista quando esordì con questa deliziosa ed interessante commedia a metà strada tra le pellicole di Woody Allen (con cui Norton aveva lavorato in “Tutti dicono I Love You”) e “Jules e Jim”. Questa infatti è la storia di un triangolo d’amore molto particolare: quello tra una ragazza (Jenna Elfman) e i suoi due migliori amici innamorati di lei… il prete cattolico Brian (Norton) e il rabbino Jake (Ben Stiller). Entrambi interrogheranno la loro fede, rischiando di sconvolgere completamente le loro vite. La scena cult: Padre Havel – interpretato dal regista Milos Forman, in un piccolo ruolo – sta parlando con Padre Brian dei suoi problemi d’amore… ad un certo punto gli racconta di una donna di cui si era innamorato 20 anni prima ed esclama: “Mi sentivo come Richard Chamberlain in Uccelli di rovo!”.

3) Signs (Usa, 2002)

Non ci sono mezzi termini: o si ama o si odia il terzo film uscito al cinema di M.Night Shyamalan (“Il sesto senso”). La prima invasione aliena del cinema raccontata interamente all’interno di una casa in campagna. Toccherà all’ex pastore Graham (Mel Gibson) sbarazzarsi degli alieni e salvaguardare la sua famiglia… però prima di tutto dovrà ritrovare la fede perduta dopo la morte della moglie. La scena cult: Quando la famiglia si rifugia in cantina – e gli alieni stanno entrando in casa – il figlio di Graham (Rory Culkin) ha un attacco d’asma, ma non ha la sua medicina. Il padre lo abbraccia e fa di tutto per tenerlo in vita: a quel punto comincia ad esclamare verso l’alto: “Ti odio, ti odio”… quello è il suo primo passo di ritorno alla fede.

4) In memoria di me (Italia 2007)

Girato interamente in un convento gesuita, il secondo film di Saverio Costanzo è una disquisizione sulla fede: prendere i voti o fuggire da una vita ecclesiastica? Protagonisti sono Andrea (Cristo Jivkov) e Zanna (Filippo Timi): il primo è un uomo in uno stato di smarrimento e in cerca di un nuovo equilibrio che si sottopone ad un periodo di esercizi spirituali per l’avviamento al sacerdozio. L’altro, invece, è un giovane ribelle che lo aiuterà a trovare la propria strada. La scena cult: Il finale del film con Zanna che bacia sulla bocca il capo dei preti del convento (Marco Balliani) ed esce dalla porta, abbandonando il luogo per sempre.

5) Angeli e demoni (Angels & Demons, Usa 2009)
Il prequel letterario del “Codice DaVinci” diventa al cinema il sequel di quel film. Robert Landgon (nuovamente interpretato da Tom Hanks) si recherà direttamente nel cuore del Vaticano per salvare la città da una bomba nascosta chissàdove da una misteriosa setta che si fa chiamare Gli Illuminati. Tra cardinali scomparsi e preti di cui è meglio non fidarsi, Langdon dovrà affrontare una missione contro il tempo. “Abbiamo sentito che potevamo essere più liberi con questa trama e probabilmente lo siamo stati – ha detto il regista Ron Howard – perché questa è una storia perfetta per un film e non si porta dietro il peso che Il Codice Da Vinci ha lasciato ai lettori. Spero che sarà davvero un grande intrattenimento“. La scena cult del libro: Il momento in cui il Camerlengo (interpretato nel film da Ewan McGregor) si rivolge ai mass media esclamando: “A coloro che si fanno chiamare Illuminati… avete vinto voi!”.

NB: Da non perdere, sempre in fatto di preti sul grande schermo, anche Il Codice Da Vinci e il divertentissimo Il Missionario (guarda il trailer qui sotto).

Articoli sullo stesso argomento:

Preti al cinema

Preti su piccolo e grande schermo

Una mostra sui preti

La top 10 dei preti e delle suore al cinema

Altro

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Al via il TekFestival

7 maggio 2010

Cari appassionati di cinema, divoratori di film, vi segnalo un appuntamento imperdibile legato al tanto amato mondo cinematografico: è cominciato il 6 e terminerà il 13 maggio, tra Roma (al Nuovo Cinema Aquila), Genzano (Teatro Blu) e Frascati (Spazio Zip), la nona edizione del TekFestival – Ai confini del mondo… dentro l’occidente. Si tratta del noto festival di cinema sociale e indipendente, che raccoglie i migliori prodotti del mondo in questo ambito. Il Festival è all’insegna dell’impegno e del confronto su temi dibattuti nelle cronache contemporanee, come la globalizzazione, la memoria, la solidarietà e le controculture. Il Focus di quest’anno è dedicato al regista noir danese Nicolas Winding Refn, che sarà fisicamente presente domenica in un incontro moderato da Mario Sesti. Il sito ufficiale del festival, contenente il programma completo, è accessibile a questo indirizzo: www.tekfestival.it.

Il Tekfestival 2010 si terrà dal 6 - 13 maggio

Per maggiori informazioni consiglio di cliccare sui seguenti link…

http://www.tafter.it/2010/05/01/roma-genzano-frascati-tekfestival-2010-festival-internazionale-di-cinema-indipendente-e-sociale-dal-6-al-13-maggio/

http://www.romanotizie.it/tekfestival-2010-festival-internazionale-di-cinema-indipendente-e-sociale.html

http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=news&id=13256

…e di dare un’occhiata a questo video:

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Maximum Ride alla Universal

27 aprile 2010

Il primo episodio della celeberrima serie di romanzi per ragazzi scritta da James Patterson dovrebbe finalmente trovare la sua trasposizione cinematografica. La Universal Pictures è infatti molto vicina a chiudere l’accordo per l’acquisto dei diritti dell’opera letteraria. Come già anticipato, accreditata per dirigere il film è Catherine Hardwicke, già al timone del primo capitolo della Twilight Saga. A produre Maximum Ride saranno invece Avi e Ari Arad insieme a Steve Paul. Protagonisti della storia sono dei ragazzi composti per il 98 % di geni umani e per il 2 % di geni di uccelli. Fuggiti da un laboratorio di ricerca che li teneva prigionieri, i giovani vengono perseguitati da un gruppo di uomini-lupo sguinzagliati dagli scienziati-aguzzini. A scrivere l’adattamento di Maximum Ride saranno Mark Fergus e Hawk Ostby, già autori dello script di Iron Man e del prossimo Cowboys & Aliens.

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James Cameron illustra gli altri Avatar

21 aprile 2010

James Cameron, in un’intervista al Los Angeles Times, ha fatto due importanti anticipazioni sul futuro di Avatar. La prima riguarda i sequel: nel secondo e nel terzo capitolo della trilogia, ci si concentrerà rispettivamente sul mondo degli oceani di Pandora e sull’esplorazione del sistema solare di Alpha Centauri. Il primo Avatar avrà inoltre una riedizione, arricchita di 7 minuti con nuovi effetti visivi, che riapparirà nelle sale ad agosto, perché a detta di Cameron l’uscita a breve distanza di Alice, Dragon Trainer e Scontro tra Titani ha frenato anzitempo l’infinita corsa al botteghino del film nelle sale attrezzate per il 3D. La riedizione con i 7 minuti sarà quella che prenderà vita nel set di quattro dischi (dvd e Blu-ray) che uscirà a novembre.