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Vip e papà tra i doppiatori di Toy Story 3: l’anteprima mondiale al Taormina Filmfestival

28 maggio 2010

La locandina del film e alcuni dei personaggi

Nuovi personaggi e nuove voci per Toy Story 3 – La grande fuga. Infatti, la Disney-Pixar ha reso noto che la squadra di doppiatori per la versione italiana del film sarà composta, oltre che da Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto, rispettivamente già nelle puntate precedenti nel ruolo del cowboy Woody e dello space ranger Buzz Lightyear (doppiati nella versione originale da Tom Hanks e Tim Allen), anche da alcuni vip che sbarcano con le loro voci dalla televisione al grande schermo. Tra di loro Gerry Scotti, che “interpreterà” il Telefono Chiacchierone, Giorgio Faletti sarà Chuckles il clown e Riccardo Garrone vestirà i panni dell’orso Lotso. La voce di Andy, ormai cresciuto, sarà invece quella di Matteo Leoni, mentre la coppia Barbie e Ken avrà la voce di Claudia Gerini e Fabio de Luigi.

Ecco una clip in italiano che ci regala un’anteprima del film e delle sue voci vip:

Una scelta diversa, invece, è alla base della decisione per il doppiatore di Army Man 1, uno dei soldatini di Andy. Per questo ruolo, infatti, è stato lanciato un concorso da Disney XD e al quale hanno partecipato i papà segnalati dai propri figli per interpretare una parte nel doppiaggio di Toy Story 3. Sono circa un migliaio i genitori che hanno partecipato ad una lunga selezione che li ha portati, lo scorso 18 maggio, a Roma nello studio di doppiaggio del film per essere giudicati da una giuria di esperti, tra i quali: Massimo D’Apporto (voce di Buzz), Jole Da Rin (responsabile comunicazione dei canali televisivi Disney), Roberta Damiata (Direttore Young-18), Roberto Morville (Direttore creativo) e Francesca Draghetti (Premiata Ditta). A vincere la finalissima è stato il papà di Margherita, Giorgio Savoia, che si è aggiudicato il ruolo del soldatino Army Man 1.

Il vincitore, a caldo, ha commentato il successo affermando di «essersi ispirato alle voci dei grandi generali della storia del cinema. Una voce decisa e a volte anche cattiva». Alla domanda di come Margherita sia riuscita a convincerlo, ribatte che in realtà non sapeva cosa sarebbe successo, di certo voleva che il suo papà diventasse famoso e quindi l’ha spinto a partecipare. Un papà per una voce in Toy Story 3, FilmUp.com

Toy Story 3 – La grande fuga sarà presentato in anteprima mondiale al Taormina Filmfestival, il prossimo 12 giugno, un giorno prima rispetto alla premiere americana. La pellicola verrà proiettata nell’incantevole cornice del teatro greco della città siciliana nella serata inaugurale della kermesse, che poi proseguirà fino al 18 giugno. Il terzo capitolo delle avventure dei giocattoli animati più amati da grandi e piccini, sarà invece nelle sale italiane a partire dal 7 luglio e verrà proiettato in digital 3D, catapultando i suoi spettatori nel mondo magico di Toy Story.

Approfondimenti:

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Diana, la prima principessa Disney di colore

7 maggio 2010

La Principessa e il Ranocchio

Cari “blogghisti” mi permetto di segnalarvi un film della Disney uscito da non molto tempo: si tratta della Principessa e il Ranocchio, un lungometraggio che ha segnato la fine del “cartone tradizionale” a favore di quello “multiculturale”. In questa pellicola per la prima in assoluto nella storia dei capolavori animati Disney appare una principessa di colore, Diana. Quest’ultima rappresenta una grandissima innovazione per il grande schermo in quanto dopo anni e anni di principesse bionde dagli occhi azzurri finalmente si fa strada una mulatta che, calpestando i pregiudizi razziali, diventa il sogno di tutte le bambine. Quale modo migliore del cinema per insegnare ai bambini a non essere razzisti e ad amare il prossimo indipendentemente dal colore della pelle?

Al quarantanovesimo film, la Disney si rinnova guardando al passato, tornando al disegno fatto a mano, ai fratelli Grimm, ad un’ambientazione in parte metropolitana, abitata da esseri umani, e in parte più fiabesca, immersa nella natura, in quel regno animale che da sempre ha qualcosa da insegnare al primo, in termini di verità, di libertà, di collaborazione. O improvvisazione collettiva, per dirla in chiave jazz. Come nella fiaba di partenza, che qui dà esclusivamente il la, il viaggio nel regno animale è un momento necessario e circoscritto, prima dell’ingresso nel mondo adulto, ma la scelta di ambientare il lungometraggio a New Orleans, sotto questa luce, non risponde solo ad un banale criterio di diversificazione ed esotismo, ma anche all’individuazione di un luogo dove tradizione e innovazione vanno a braccetto e dove la festa che viene presa maggiormente sul serio è la follia del carnevale. Scrivono su My Movies. Per saperne di più visita il sito ufficiale del film: http://www.disney.it/la-principessa-e-il-ranocchio/ e guarda il trailer:

Per finire, cari lettori, vi lascio alla lettura della mia recensione de La Principessa e il Ranocchio, un film di Ron Clements. Con Oprah Winfrey, John Goodman, Keith David, Jim Cummings, Jenifer Lewis, Anika Noni Rose, Bruno Campos, Ritchie Montgomery, Jennifer Cody, Michael-Leon Wooley, Peter Bartlett, Terrence Howard, Angela Bassett, Kwesi Boakye, Elizabeth M. Dampier, Breanna Brooks, Michael Colyar, Jerry Kernion. Titolo originale The Princess and the Frog. Animazione, Ratings: Kids, durata 97 min. – USA 2009. – Walt Disney uscito venerdì 18 dicembre 2009:

Musical, commedia, animazione.La principessa e il ranocchio è un mix di generi, l’ennesimo capolavoro Disney che racchiude gli insegnamenti di una fiaba, la comicità di un cartone animato e l’adrenalina di un concerto. Dimenticate la principessa bionda dagli occhi azzurri che fugge con un adone in groppa al suo cavallo bianco. Dimenticate i fratelli Grimm e Il principe Ranocchio vecchio stampo e fate spazio a John Musker e Ron Clements. Dopo il successo di Aladdin e La Sirenetta i due registi osano staccarsi dalla tradizione. Il risultato? Un film classico ma non troppo, adatto a un pubblico di tutte le età. Una trama strappalacrime, una morale ben evidente e dei personaggi “animaleschi” tutti cuore e simpatia. Il racconto, ambientato sulle sponde del Mississipi, a New Orleans, si apre con un flashback su una scena di vita quotidiana: una mamma che racconta una fiaba a due bimbe, Il Principe Ranocchio. Amiche del cuore ma tanto diverse, Charlotte è una ragazzina viziata dal cuore grande, figlia di Gran Papà la Bouff, ricco signore del posto, mentre Tiana è una bambina afroamericana di umile famiglia. Lotty sogna di sposare il principe azzurro della favola mentre Tia spera di aprire col papà cuoco un ristorante e, insieme all’amica, si rivolge alla Stella della Sera perché esaudisca i loro desideri (un tema ricorrente, la stella: in Peter Pan indica l’Isola Che Non C’è, in Pinocchio esaudisce i desideri e, nel Re Leone, i defunti diventano stelle). Il tempo passa e Tiana diviene donna lavorando duro per portare a termine il suo progetto. Intanto il principe Naveen giunge in città con il valletto Lawrence (che, sia nell’aspetto che nella goffaggine, ci ricorda Spugna, il leccapiedi di Capitan Uncino) in cerca di donne e jazz. Ma Naveen è tanto bello quanto ingenuo e si fa abbindolare da Mr Facilier, mago vodoo che per ripagare i suoi debiti con l’aldilà lo trasforma in ranocchio e riempie un talismano del suo sangue. Lawrence, complice del perfido mago, assume così le sembianze del principe e si reca a villa La Bouff, intenzionato a sposare Charlotte e appropriarsi della sua dote. E’ lì che Tiana lavora come cameriera e incontra il ranocchio, fuggito ai suoi rapitori: dopo aver sporcato la sua uniforme la protagonista indossa un abito regale. Naveen la scambia per principessa e la convince a baciarlo. Ma anziché essere il principe a tornare uomo è Tia a trasformarsi in rana. I due, volando attaccati ad un palloncino, finiscono i n una palude dove incontrano Louis (Pino Insegno), un simpatico alligatore trombettista amante di Amstrong che, come Baloo nel libro della Jungla, traghetta i personaggi sul fiume. E Ray (Luca Laurenti), una lucciola sdentata innamorata della Stella della Sera, la “sua” Evangeline. Con il loro aiuto, in un vortice di inebrianti canzoni (interpretate da Karima, talento di “Amici”) ed effetti speciali, i protagonisti andranno in cerca di Mamma Odie, una Maga Magò dei giorni nostri che possa aiutarli a tornare umani. E Lawrence? Mr Facilier gli è alle costole ma il sangue nel medaglione sta per esaurirsi e il valletto sta per riprendere le sue sembianze. E’ necessario ritrovare Naveen. Una fiaba rivisitata in chiave moderna che è costata alla Disney diverse critiche per razzismo e discriminazione: parte della comunità afroamericana è convinta che questo film rafforzi gli stereotipi e si lamenta del fatto che la protagonista dalla pelle color ebano lavori per una ricca donna bianca e che il principe non sia nero abbastanza, che abbia i capelli troppo poco ricci e il naso troppo affilato.

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Indiscrezione su Twitter: Robert Downey Jr. sarà il mago di Oz?

21 aprile 2010

Robert Downey Jr.: da Ironman a il mago di Oz

Grazie a Twitter una voce si è sparsa per il mondo: Sam Mendes (American Beauty, Revolutionary Road) è in prima linea tra i probabili registi per dirigere Oz The Great And Powerful, un nuovo film sul mondo di Oz in cui Robert Downey Jr. (presto in sala con Iron Man 2) potrebbe essere il mago. “Sam Mendes is the front runner to direct Oz The Great And Powerful by Mitchell Kapner, with Robert Downey, Jr. circling to play the Wizard” questo è il twitter di Production Weekly che ha dato il via alle indiscrezioni. Inoltre, notizia ancora più recente, il giornale ha scritto che Mendes non sarebbe l’unico regista candidato, tra i nomi più accreditati ci sarebbe anche Adam Shankman (Hairspray – Grasso è bello, Racconti incantati).

Secondo il Los Angeles Times, il progetto (che originariamente avrebbe dovuto intitolarsi Brick) è basato su uno dei numerosi libri della serie di Oz di L. Frank Baum, come i precedenti film. In questa versione il mago dovrebbe essere un ciarlatano alla guida di un circo, che approderà nella misteriosa terra di Oz e vivrà un’avventura molto simile a quella di Dorothy. Si tratta di un progetto della Disney, che sembra dovrà competere in sala con altri tre, due targati Warner (Oz più il film sulla nipote di Dorothy che intraprende la lotta contro il male nella terra magica) e uno Universal (un adattamento del musical Wicked).

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Maleficent: forse Burton alla regia

25 marzo 2010

Linda Woolverton, sceneggiatrice

Squadra che vince non si cambia. Secondo quanto riportato da Hollywood Reporter, potrebbe essere Tim Burton il regista di Maleficent, un nuovo film live action che avrà come protagonista la strega cattiva della Bella Addormentata nel Bosco. La notizia era già circolata tempo fa senza conferme nè smentite, ma, per ora, la cosa certa è che il progetto ha riunito gli altri due componenti della squadra vincente che ha creato Alice in Wonderland: Disney e la sceneggiatrice Linda Woolverton.

Sicuramente i toni dark che già nel cartoon Disney del 1959 caratterizzavano la perfida regina dalla pelle verde in grado di trasformarsi in creature terribili (tra cui un drago rosso e nero che combatte contro il Principe Azzurro della fiaba), sembrano intonarsi perfettamente con la vena gotica di Tim Burton. Speriamo riesca a dare il suo tocco “cupo” in modo più evidente di quanto abbia fatto con Alice in Wonderland.

La strega de La bella addormentata

Maleficent racconterà la storia della Bella Addormentata dal punto di vista di colei che si definisce “Signora del Male”, la più inquietante tra le streghe delle fiabe. Linda Woolverton, che con Disney ha firmato anche la sceneggiatura de La Bella e la Bestia e Il Re Leone, potrebbe offrire dunque una nuova prospettiva su un racconto classico, come già è accaduto in Alice in Wonderland.

Certo è che i toni dark che già nel cartoon Disney del 1959 caratterizzavano la perfida regina dalla pelle verde in grado di trasformarsi in creature terribili (tra cui un drago rosso e nero che combatte contro il Principe Azzurro della fiaba), sembrano intonarsi perfettamente con la vena gotica di Tim Burton.

Maleficent racconterà la storia della Bella Addormentata dal punto di vista di colei che si definisce “Signora del Male”, la più inquietante tra le streghe delle fiabe, vendicativa al punto di voler uccidere la principessa Aurora solo perché non é stata invitata a un party…

Linda Woolverton, che con Disney ha firmato anche la sceneggiatura de La Bella e la Bestia e Il Re Leone, potrebbe offrire dunque una nuova prospettiva su un racconto classico, come già è accaduto in Alice in Wonderland.