Posts Tagged ‘Festival di Cannes’

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Look Cannes 2010: tutti i vestiti del red carpet

28 maggio 2010

Misha Barton mostra il suo bon ton e il suo lato B

All’ultimo Festival di Cannes sembrava un lampadario: sul red carpet del festival, dove tutte sfoggiavano abiti meravigliosi, lei è arrivata con una veste beige chiaro, senza forma, e con la faccia triste. Sono lontani i tempi in cui Mischa Barton dettava i look alle giovanissime! Ora si fa fotografare in shorts da cui spunta la cellulite, in canottiere leopardate o pantaloni fascianti di pelle che stanno bene a malapena all’anoressica Victoria Beckham.

Al Festival di Cannes la Barton ha tentato di allacciare delle relazioni per rilanciare la sua carriera, che ultimamente vacilla. Qualche tempo fa l’abbiamo vista sul set di un episodio della serie Law and Order: Special Victims Unit, ma il cinema sembra ancora lontano. La 23enne conosciuta per il ruolo di Marissa Cooper nella serie televisova O.C. sembra scesa ormai dall’Olimpo di Hollywood, mentre è entrata in quella schiera di cattive ragazze di cui fa parte Lindsay Lohan e faceva parte la povera Brittany Murphy, morta il 20 dicembre 2009.

Nell’estate 2008 sono iniziate a circolare le foto di Mischa al mare in bikini che mostravano delle gambe piene di cellulite. Poi la marcia indietro: una dieta ferrea per recuperare glamour e fan, ma la scorsa estate la ricaduta: in luglio era stata ricoverata nel reparto di igiene mentale del Cerdars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Ora si attende l’uscita del suo nuovo film Bhopal: a prayer for rain. Segnerà la sua rinascita?

Strass, paillette, seta, pizzi, tulle e giochi di trasparenze… tutta un’altra storia per le star che dopo la Barton hanno sfilato sul tappeto rosso. A Cannes, uno dopo l’altro, abbiamo visto sfilare un numero innumerevole di abiti eleganti, sfarzosi e raffinati, nati dal genio creativo di grandi stilisti e indossati magistralmente da alcune delle più belle donne al mondo.

La bellissima Eva Longoria

Prima classificata Eva Longoria, che sceglie il Made in Italy per il suo passaggio sul red carpet di Cannes. La bella attrice sfodera tutto il suo charme latino facendo sognare la Croisette intera con questo candido vestito firmato Emilio Pucci dal lungo strascico. In mano, una mini pochette tempestata di cristalli Swarovski. Kate Beckinsale invece fa parte della giuria del Festival e indossa un abito-nuvola in tulle lavanda firmato Marchesa. Per la sua passerella sulla Croisette, Sandrine Bonnaire, una delle attrici più apprezzate nella scena cinematografica francese, sceglie il nero. Un abito di Alexis Mabille lungo e affusolato, sdrammatizzato da un maxi fiocco d’organza sul decolleté. Fascino tutto francese per l’attrice Elsa Zylberstein vestita da Christian Dior Couture per l’occasione. Il suo abito in puro stile burlesque gioca con trasparenze di pizzo nero su un fondo nude. Per la serata di apertura del Festival di Cannes, Salma Hayek ha scelto un abito Gucci Première. Le sue morbide forme sono state senz’altro esaltate dalle tonalità avvolgenti di un meraviglioso vestito rosso vino. Tulle nude per lo sfarzoso vestito con strascico indossato da Arielle Dombasle, attrice e cantante francese che ha fatto girare la testa al filosofo Bernard Henri Levi. Eleganza tutta italiana per Natalie Imbruglia, vestita da Alberta Ferretti. Mille strati di voile rosa antico e una cascata di cristalli di Swarovski ad impreziosire il suo decolleté. La raffinatezza di Kristin Scott Thomas non si smentisce mai: per la serata di apertura ha scelto di indossare un abito da sirena iridescente e luminoso, firmato Armani Privé. Léa Seydoux, giovane attrice francese al centro dell’attenzione per il suo ruolo nel film Robin Hood accanto a Russel Crowe, ha sorpreso tutti con un abito monospalla albicocca. Lo charme francese non si smentisce mai… Cate Blanchett ha reso omaggio ad Alexander McQueen scomparso lo scorso febbraio. Il suo abito in tulle e seta, infatti, fa parte dell’ultima collezione firmata dal creatore inglese per la primavera-estate 2010. Gioielli Van Cleef & Arpels.

La modella Nina Moric

C’è chi, invece, a Cannes ha davvero esagerato (come la Barton) e chi invece descrive il suo look come assolutamente azzardato e per questo da plauso. Nina Moric, all’indomani del gossip che la vuole in lite con Belen Rodriguez e Fabrizio Corona in un bar del centro di Milano, continua a far parlare di sé: questa volta, a farne le spese, è il suo gusto in fatto di moda…

Come ormai tutti sanno, Nina Moric è la protagonista di un cortometraggio, intitolato Stalking, nel quale interpreta il ruolo di una ballerina perseguitata da un maniaco; al suo fianco, l’ex concorrente del Grande Fratello 10, Daniele Santoianni, che veste i panni del poliziotto eroico. Che strana coppia, ci verrebbe da dire, anche perché entrambi provengono da ambienti molto lontani dal cinema…

Il salto sul red carpet di Cannes, dove è stato presentato ufficialmente il cortometraggio, ha avuto un seguito di chiacchiere, che dura ormai da giorni, chiacchiere tutte concentrate sulla mise scelta dalla bella Nina per l’occasione: tuta intera, stile meccanico con ambia scollatura, che lascia intravedere il suo generoso decolleté. Non a caso, e più di una volta, la modella croata è stata costretta a coprirsi il seno, in più di uno scatto è sembrato, infatti, che qualcosa potesse sfuggirle…dalle mani!

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Jafar Panahi da oggi libero su cauzione

25 maggio 2010

Jafar Panahi, il regista incarcerato dal regime iraniano

E’ ormai nota la vicenda del regista iraniano incarcerato lo scorso marzo per aver partecipato alle manifestazioni contro il governo dopo la rielezione del presidente Ahmadinejad. Grande è stata la mobilitazione per sostenere Panahi, che aveva inziato anche lo sciopero della fame, lanciando appelli soprattutto dal tappeto rosso del Festival di Cannes. In prima linea si è sempre fatta sentire la madrina della chermesse, Juliette Binoche, che ha ricordato il regista anche durante la sua premiazione come miglior attrice.

Anche in Italia ci sono state diverse mobilitazioni a favore di Panahi. Una delle iniziative è partita dal ministro Bondi, che ha invitato i ministri della cultura europei a sottoscrivere una richiesta formale di liberazione per il regista iraniano ed ha dichiarato:

«La permanenza in carcere di Panahi – aveva scritto Bondi – è uno scandalo a cui l’Europa deve reagire, perchè dimostra che il regime iraniano ha imbroccato la strada della repressione più brutale nei confronti di ogni forma di opposizione ed espressione di libertà da parte dei giovani, delle donne e degli uomini di cultura». Fuori prigione il regista iraniano Panahi, Il Sole 24 Ore

Un altro appello era stato lanciato dal Partito socialista italiano, che ha raccolto moltissime adesioni sia dal mondo dei vip che dalla gente comune:

Dopo le firme giunte nei giorni scorsi di Luca Sofri, Michele Placido, Marco Travaglio, Maurizio Scaparro e Vincenzo Mollica, anche Carlo Verdone ha fatto pervenire la sua adesione”, ha annunciato Marco Di Lello, Coordinatore della segreteria nazionale del Partito socialista italiano. Oltre ad esponenti di spicco del mondo cinematografico e della cultura, si e’ giunti a circa mille adesioni grazie alla convinta desione di decine di docenti universitari, di esponenti della societa’ civile e del mondo economico. Cinema: anche Verdone firma per Panahi, boom di adesioni per appello Psi, Adnkronos.com

La commozione di Juliette Binoche per Panahi

Ad annunciare la scarcerazione è stato il procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, che ha dichiarato:

«A seguito di un incontro alla prigione d’Evine giovedi scorso – ha spiegato il procuratore, citato dall’agenzia Isna -, la sua richiesta di scarcerazione prima del processo è stata accettata». «Al momento sono in corso le pratiche giudiziarie e amministrative» per la rimessa in libertà del regista, ha concluso Dolatabadi. Il regista Panahi presto libero. Sarà scarcerato su cauzione, Repubblica.it

La cauzione era fissata a due miliardi di rial (circa 160.000 euro) e, dopo quasi tre mesi di reclusione, la scarcerazione di Jafar Panahi è prevista per questa sera tra le 19 e le 23 ora locale (tra le 16.30 e le 20.30 ora italiana). La notizia sta rimbalzando tra agenzie di stampa, televisioni e i più importanti organi di stampa internazionali. Giungono anche alcune testimonianze del cineasta riguardo ai maltrattamenti subiti in carcere, ecco le dichiarazioni che riporta IlGiornale.it:

…un messaggio dello stesso Panahi era stato pubblicato su «La Regle du jeu», rivista diretta dal filosofo e giornalista francese Bernard-Henri Levy. «Con la presente dichiaro i maltrattamenti subiti nella prigione di Evin – aveva scritto Panahi -. Sabato 15 maggio 2010 le guardie della prigione sono entrate all’improvviso nella nostra cella. Hanno portato via me e i miei compagni, ci hanno spogliati e tenuti al freddo per un’ora e mezzo». Panahi proseguiva la sua denuncia scrivendo: «Domenica mattina mi hanno portato nella sala di interrogatorio e mi hanno accusato di aver filmato la mia cella, cosa completamente falsa. In seguito, hanno minacciato di imprigionare la mia famiglia a Evin e di maltrattare mia figlia». Scarcerato Panahi, era in sciopero della fame, IlGiornale.it

Noi del B-Blog abbiamo seguito da subito l’evolversi di questa vicenda, perchè la riteniamo importante e soprattutto perchè sosteniamo la libertà di un artista e di un uomo che vuole raccontare la realtà oppressa del suo popolo. Ecco i nostri articoli precedenti riguardo all’incarcerazione di Jafar Panahi:

Altri approfondimenti:

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Cannes 2010: tra i vincitori Elio Germano

24 maggio 2010

Javier Bardem e Elio Germano migliori attori ex aequeo

E’ terminato ieri sera il 63esimo Festival di Cannes, premiando Elio Germano come miglior attore per la sua interpretazione in La nostra vita, di Daniele Lucchetti, unico film italiano in concorso alla chermesse. Il premio è stato dato in ex-aequo con Javier Bardem, interprete di Biutiful del messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. I due film sono molto simili, entrambi hanno come protagonisti uomini soli che tentano, soprattutto con mezzi illeciti, di garantire un futuro dignitoso ai propri figli. Significativa la dedica di Germano dopo aver ricevuto il premio:

«Siccome la nostra classe dirigente rimprovera sempre al nostro cinema di parlare male della nostra nazione dedico il premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente». Cannes, vince film thailandese. Germano premiato come miglior attore, La Repubblica

Tim Burton, il presidente della giuria, ha commentato:

«Nessuna decisione è facile da prendere. Avevamo tutti dei favoriti che non hanno ottenuto alcun premio. Ma ho visto modi di fare cinema che non avevo mai visto finora. Quanto al premio dell’interpretazione ex æquo, era impossibile decidere tra due attori incredibili, due performance molto diverse su un tema tanto forte, la famiglia, che è stato il filo conduttore del festival». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Ecco il video della premiazione del protagonista de La nostra vita:

Una sorpresa per la scelta del premio al miglior film, che è andato alla pellicola thailandese Uncle Boonme Who Can Recall His Past Lives del regista Apichatpong Weerasethakul. Il film, dal contenuto surreale e visionario, è  piaciuto molto all’eclettico presidente di giuria Tim Burton, e ha lasciato a bocca asciutta due pellicole inglesi che erano in pole position per ottenere l’ambito premio: Another Year di Mike Leigh, racconto realistico ed emozionante di vite comuni, e Route Irish di Ken Loach, viaggio nei mercenari su cui si basano molti eserciti nella guerra in Iraq. Alla consegna della Palma d’Oro, il regista Weerasethakul ha ricordato le molte vittime della rivolta a Bangkok dei giorni scorsi contro il governo thailandese. Inoltre, riguardo al suo film che ha destato giudizi contrastanti tra il pubblico e che racconta la storia di un uomo anziano che sul letto di morte rivive le sue vite passate, il regista ha affermato:

«Per me, il cinema è una ricerca personale. Ho provato a presentare un tipo di cinema differente, che spinge oltre i limiti, che lancia una sfida al pubblico e spero che sia fonte d’ispirazione, in particolare per i giovani. Il cinema può contribuire a una migliore comprensione delle diverse culture». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Juliette Binoche, ritira il premio e ricorda Jafar Panahi

Juliette Binoche, madrina della rassegna, ha invece trionfato come miglior attrice protagonista con la pellicola Copia Conforme, una coproduzione italiana e girato in Toscana, del regista iraniano Abbas Kiarostami. Salita sul palco, l’attrice fa un nuovo appello per la liberazione di Jafar Panahi, il regista iraniano che avrebbe dovuto partecipare al Festival, ma che è rinchiuso in carcere dal regime del suo paese.

Sul palcoscenico l’attrice appare stringendo tra le mani un cartello con il nome di Jafar Panahi, giurato assente perché detenuto in Iran: «C’è un uomo in Iran che sta pagando la colpa di essere un artista. Penso a lui in questo momento e spero che l’anno prossimo potrà essere qui con noi. La sua è una lotta difficile, ma ogni Paese ha bisogno di artisti». Elio Germano vince la Palma dell’orgoglio, Fulvia Caprara, La Stampa

Il Gran Premio della giuria è stato assegnato al film francese Des hommes e des dieux di Xavier Beauvois dedicato ad un gruppo di monaci trappisti in Algeria, che dopo anni di condivisione con la popolazione musulmana, furono sterminati. Beauvois e il suo film erano tra i favoriti per la Palma d’Ora e per il premio al miglior attore, infatti il regista  ha affermato, un pò deluso: «Sono un grande fan di Tim Burton e mi fidavo degli altri membri della giuria, i cui film apprezzo». Infine, la miglior sceneggiatura è stata assegnata a Lee Chang-dong per Poetry, della Corea del Sud, mentre il premio come miglior regista è andato a Mathieu Amalric per Tournéè. Il cineasta ha chiamato sul palco le sue attrici spogliarelliste e ha affermato:

«Prendo questo premio come un invito a far parte della famiglia del cinema, un invito a entrare in ballo per il mio paese e un continente a lungo invisibile. … Penso che la Tournée continui. Il film uscirà nelle sale e spero che la voglia di vedere queste ragazze, cui ho rubato energia, sia contagiosa. La cosa bella è che il film è stato proiettato il primo giorno del festival ed è rimasto nei ricordi delle persone dopo 12 giorni». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Il Festival si conclude in bellezza, con qualche sorpresa, ma anche con qualche polemica. Paolo Mereghetti, nella giornata finale della chermesse, scrive un interessante articolo su Corriere.it dove fa alcune riflessioni su come il mercato sia diventato l’elemento regnante anche a Cannes. Il critico esordisce così:

«Non era mai successo: il film scelto per aprire il più importante festival del mondo, Robin Hood di Ridley Scott, si poteva vedere al cinema prima che in Sala Lumière, per l’inaugurazione ufficiale. Questione di ore, certo, ma è una differenza che conta. E che sottolinea chi viene prima e chi viene dopo: vince il mercato, con le sue esigenze, e poi segue il festival con le sue liturgie. Forse bisogna partire da qui per capire che cos’è successo quest’anno a Cannes – tutti si sono lamentati per la qualità della selezione – e interrogarsi sul senso di una manifestazione che non nasconde più le proprie rughe. Sulla Croisette come in tutto il resto del mondo». Se il mercato vince (troppo) a Cannes, Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera

Per il momento non ci resta che goderci il riconoscimento al nostro attore italiano e attendere la prossima edizione di questo festival, che in ogni caso rimane un punto di riferimento per il cinema internazionale.

Approfondimenti:

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Cannes: cresce la febbre per la Palma d’oro (e anche le polemiche)

22 maggio 2010

Il Festival di Cannes è agli sgoccioli e dopo tanti red carpet, feste e mondanità, si punta di nuovo l’attenzione solo sul concorso. Gli ultimi film in gara potrebbero destare soprese: dal discusso Rachid Bouchareb con Hors la loi, film sulla guerra d’indipendenza algerina, a  Lo zio Bomme che si ricorda del passato, di Apichapong Weerasethakul, al redivivo Nikita Mikhalkov con il seguito del celebre Il sole ingannatore.

Il red carpet del Festival di Cannes

Ma nel toto-Palma d’oro, in un’edizione contrassegnata da film su drammi umani, pubblici e privati, la Francia sembra favorita: il film del più giovane regista del festival, Xavier Beauvois, Des hommes et des dieux, è piaciuto molto ai critici, che hanno anche apprezzato la pellicola di Doug Liman Fair Game con Naomi Watts e Sean Penn. Il film italiano in concorso, La nostra vita di Daniele Luchetti sembra sia piaciuto più al pubblico che ai critici. Chissà se la giuria guidata da Tim Burton domenica sera vorrà premiare almeno uno dei bravissimi attori protagonisti.

In questa edizione il Festival ha fatto il pieno di vip italiani e star straniere, con serate evento come la festa di beneficenza Artists for Peace and Justice e il Gala dell’amfar. Ma la vera stella di quest’anno è Naomi Watts, onnipresente sui red carpet di tutto il festival.

Il cast de La Nostra Vita

Quest’anno dopo Draquila-L’Italia che trema della Guzzanti che ha innescato la canonica polemica politica, ieri ci ha pensato Outside of the law (Hors La Loi) del regista franco-algerino Rachid Bouchareb a creare polemiche, con scesa in piazza e tafferugli di un migliaio di manifestanti contro il film e un certo clima di tensione, tale da giustificare una proiezione con tanto di perquisizioni e un aumento delle forze dell’ordine.

Il film racconta gli anni dell’occupazione francese dell’Algeria attraverso gli occhi di tre fratelli separati a causa della guerra che si rincontrano a Parigi. Il film ricostruisce il massacro di algerini da parte dei coloni francesi a Setif nel 1945, e proprio questa ricostruzione sembra aver creato qualche perplessità in parte del governo francese che accusa il regista di aver tralasciato le violenze subite dai francesi, voci parlano anche di pressioni sugli organizzatori in questi giorni affinchè il film non venisse proiettato.

Bouchereb dal canto suo durante l’incontro con i giornalisti si dice perplesso della ferocia con cui è stato attaccato il suo film, che la critica, polemiche a parte ha comunque apprezzato, e cerca di smorzare i toni:

Il film ha suscitato molto interesse ma dovremmo cominciare a discuterne con calma…l’intera storia dell’indipendenza dell’Algeria non è stata ancora scritta, è una storia ancora importante perchè continua ad avere un’eco anche sul presente.

Nonostante attenzione e polemiche sul film si Bouchereb, non è certo passato inosservato l’ultimo lavoro dell’inglese Ken Loach che torna a Cannes dopo la Palma d’oro del 2006 per Il vento che accarezza l’erba, e stavolta punta il dito senza troppi mezzi termini  sulla privatizzazione della guerra in Iraq, il suo Route Irish è un indignato revenge-movie politico che denuncia contractor e corporation che lucrano su conflitti che figliano milioni di vittime innocenti.

Route Irish racconta di due amici d’infanzia che separati dalla vita tornerannno insieme come contractor in Iraq nel 2004, ma uno dei due perderà la vita e l’altro roso dai sensi di colpa indagherà a fondo in cerca di redenzione, ma troverà solo vendetta. Loach durante l’incontro con i giornalisti ne ha un pò per tutti:

Sul premiere David Cameron: L’Inghilterra ha perduto l’ennesima chance, e ha nuovamente portato al potere un privilegiato, che ha studiato in scuole private, sa fare bei sorrisi e indossare bei vestiti e, soprattutto, sa distruggere la working class, togliendole i servizi pubblici…Cameron fermerà la guerra in Iraq? Solo se servirà, altrimenti proseguirà nel crimine.

Su Obama: Ha un obbligo morale: esaminare gli affari criminali e le torture di questa guerra, dove uccidere un iracheno equivale a uccidere un kafir, un infedele. In Argentina i criminali di guerra sono assicurati alla giustizia: questo, per ora, Obama non l’ha fatto.

Sul conflitto iracheno: per me sta facendo solo vittime: milioni di bambini mutilati, case incendiate, famiglie distrutte, quattro milioni di persone in fuga. Ma vittime di questa guerra ingiusta sono pure i soldati americani, cui è dedicato il film.

Un'immagine sconvolgente dall'Iraq

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Cannes: delirio per Jagger. Oggi in gara Luchetti

20 maggio 2010

Mick Jagger con la fidanzata

Oggi a Cannes è il grande giorno di Daniele Luchetti che presenta l’unico film italiano in concorso, La nostra vita. Dopo Mio fratello è figlio unico il regista italiano torna sulla Croisette con Elio Germano in un film che racconta uno spaccato di realtà del nostro Paese. Sul red carpet, oltre al giovane Germano, ci saranno Raoul Bova, Isabella Ragonese e Luca Zingaretti.

Il britannico Ken Loach, già vincitore a Cannes nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba, presenterà invece il suo Routh Irish, una storia che racconta la rivalità tra due soldati inglesi ora contractors in Iraq.

C’è grande attesa anche per l’unico film americano, Fair Game, diretto dal regista di The Bourne Identity, Doug Liman. La pellicola racconta la storia dell’agente della Cia Valerie Plame con le star Naomi Watts e Sean Penn. Penn ha dato forfait, ma le star in questi giorni non mancano: Mick Jagger, che ha presentato il documentario Stones in exile, ieri ha monopolizzato l’attenzione del festival, e tra feste, red carpet e eventi collaterali, a Cannes è tutto un viavai di star e vip.

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Altro

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Jafar Panahi inizia lo sciopero della fame

19 maggio 2010

Juliette Binoche, la madrina del Festival in lacrime per Panahi

Come vi avevamo raccontato nel post Da Cannes un appello per la liberazione del regista Jafar Panahi, il regista iraniano di Il cerchio è stato arrestato 30 luglio scorso mentre partecipava, nel cimitero Behesht-e-Zahra di Teheran, a una commemorazione in onore di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa durante le manifestazioni di protesta per l’elezione del Presidente Ahmadinejad. Il regista era già stato sostenuto con numerosi appelli, anche dal Festival di Cannes, tutti con la richiesta della sua liberazione. Di ieri la notizia che Panahi ha deciso di cominciare lo sciopero della fame. Ecco l’articolo dell’Ansa che annuncia la notizia:

(ANSA) – CANNES, 18 MAG – Il regista Jafar Panahi, in carcere in Iran, ha iniziato lo sciopero della fame per protesta contro la sua condizione.Lo ha annunciato una giornalista iraniana a Canes alla conferenza stampa di ”Copia conforme” di Abbas Kiarostami che ha replicato con forza all’arresto di Panahi accusando il governo del suo paese. La giornalista iraniana ha dato l’annuncio piangendo e scatenando anche le lacrime di Juliette Binoche, l’attrice protagonista del film di Kiarostami. Regista Panahi ha iniziato sciopero fame

Durante la conferenza stampa, il collega del regista incarcerato afferma:

«Non si può restare indifferenti di fronte a una tale mobilitazione che richiede una risposta e poi comunque il fatto che un cineasta sia imprigionato lo ritengo una cosa davvero intollerabile». Si espone così contro il governo iraniano Kiarostami in difesa di Panahi. Kiarostami: “Liberate Jafar Panahi”, La Stampa

L’ultimo film del regista Panahi, Offside, che ha vinto l’Orso d’argento a Berlino, sarà proiettato in anteprima nazionale a Firenze, il 30 maggio. La pellicola aprirà il nuovo festival “Goal! Storie di calcio, storie di vita” diretto da Giovanni Bogani. Il film  racconta la storia di una ragazzina che cerca di vedere la partita della Nazionale iraniana allo stadio, e, che per questo motivo, viene arrestata. Nello stesso giorno sarà anche proiettata un’intervista inedita a Panahi realizzata dal giornalista Erfan Rashid.

Altri spunti:

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I registi di Cannes amano l’Italia

18 maggio 2010

Può essere la Toscana meno conosciuta, più poetica e splendidamente fotografata dell’iraniano Abbas Kiarostami oppure una Roma inventata, riprodotta, le cui statue sono state ricostruite con la cartapesta di una commedia Disney. Mondi distantissimi eppure c’è qualcosa che li accomuna: gli stranieri tornano a girare in Italia, nell’Italia da cartolina dove è facile perdersi e innamorarsi.

Presentato in concorso a Cannes e in uscita in contemporanea nelle sale italiane, Copia conforme di Kiarostami, con Juliette Binoche, girato interamente in Toscana tra Arezzo, Cortona e il piccolo paese di Lucignano è una riflessione sull’arte, sulla vita, sul tempo e le sue conseguenze sull’amore e sulle relazioni. Una donna e un uomo, due sconosciuti che giocano ad essere una coppia o un marito e una moglie sposati da quindici anni che cercano il fascino del primo incontro.

Più facili, più scontate, le pellicole made in Hollywood. In When in Rome la capitale è il luogo dell’amore per eccellenza, Beth ci va per un matrimonio e finisce stregata dall’incatesimo della Fontana dell’amore, una fontana che non esiste nella realtà, ricostruita di sana pianta in largo di Fontanella Borghese, nel centro storico. Sarà nei cinema americani a gennaio ma sono previste uscite in sala ovunque, ma non nel nostro paese. 

 Stesso destino probabilmente per un altro film sentimentale americano Letters to Juliet, con Amanda Seyfried. Qui la ragazza è un’americana in trasferta a Verona al seguito di un fidanzato, Gael Garcia Bernal, chef provetto che in Italia viene per perfezionare lo stile. Dovrebbe essere un viaggio romantico ma lui viene risucchiato dalla degustazione di olii e vini. La Seyfried diventa così volontaria del Club di Giulietta, composto da “postine del cuore” che rispondono alle lettere degli innamorati.

Il sito ufficiale del Festival di Cannes è http://www.festival-cannes.com/

Altri articoli interessanti tratti da cineblog sono: http://www.cineblog.it/post/20002/copie-conforme-il-nuovo-film-di-abbas-kiarostami-verso-cannes

http://www.cineblog.it/post/22517/festival-di-cannes-2010-i-commenti-dei-primi-film-in-concorso

http://www.cineblog.it/post/22562/festival-di-cannes-2010-oggi-sulla-croisette-of-gods-and-men-copia-conforme-tamara-drewe-e-mark-hamill-presenta-il-suo-black-pearl