Posts Tagged ‘Jafar Panahi’

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Offside: il film di Jafar Panahi in anteprima a Firenze. Il regista riceverà il Fiorino d’oro

4 giugno 2010

Un'immagine tratta dal film Offside

Il film Offside del regista iraniano Jafar Panahi è stato presentato ieri sera in anteprima nazionale al cinema Odeon, in occasione dell’apertura del Festival “Goal. Storie di calcio, storie di cinema” a Firenze. Appena uscito dal carcere di Teheran, dove il regista era stato rinchiuso lo scorso 1 marzo dal regime iraniano per aver partecipato alle manifestazioni della rivoluzione verde, Panahi ha inviato un messaggio di ringraziamento alla città toscana e al sostegno delle persone che hanno permesso la proiezione del suo Offside, sostenendo di non voler abbandonare la difficile strada che ha intrapreso:

«Ringrazio la società civile e le istituzioni cittadine di Firenze e tutti coloro che hanno reso possibile la proiezione di Offside. Sapevo che i cineasti che realizzano film su queste tematiche non godono degli stessi privilegi dei cineasti che rispettano le linee rosse. Non avevo dubbi che un giorno queste stesse limitazioni mi avrebbero colpito, ma non per questo abbandonerò la strada che ho scelto, anzi l’aumento delle pressioni mi spinge ad andare avanti. Questo film, come tutti i miei film, parla delle limitazioni sociali del mio paese. Quelle limitazioni che sono caratteristiche di una società chiusa.» Panahi ringrazia Firenze “Non lascerò la strada intrapresa”, LaRepubblicaFirenze.it

Il messaggio è stato letto ieri sera al termine della rappresentazione del film, alla quale hanno assistito circa 400 spettatori, dal giornalista iraniano e amico di Jafar Panahi, Ahmad Rafat. Realizzato nel 2006, Offiside racconta le vicende di una giovanissima donna iraniana disposta a tutto pur di assistere ad una partita di calcio, senza però considerare il fatto che alle donne iraniane sia impedito di andare allo stadio. Dietro l’ironico velo della commedia, il regista riflette ancora una volta sulla condizione femminile nella sua terra natia, e lo fa con una storia che regala diversi sorrisi, lasciando comunque l’amara sensazione che nulla in realtà è cambiato. Ecco il trailer del film:

Lo scorso 30 maggio, invece, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, intervenendo alla prima giornata della rassegna del Festival, ha dichiarato che Jafar Panahi riceverà il Fiorino d’oro, la massima onoreficienza rilasciata dal Comune della città Toscana. «Il Fiorino d’Oro – ha dichiarato Matteo Renzi – è il massimo riconoscimento del Sindaco e di tutti i fiorentini ed è la cosa più preziosa della città.»

«Avevamo programmato la proiezione di Off  Side ben prima che il caso Panahi esplodesse a Cannes, e in precedenza avevamo ospitato la regista iraniana Shirin Neshat; tutto ciò non è un caso – ha detto Ugo di Tullio, vicepresidente e consigliere delegato di FST Toscana Film Commission – perché l’Odeon, interpretando la Toscana dei diritti,  ha anche la caratteristica di essere la casa del cinema libero.» Fiorino d’oro a Jafar Panahi, SentieriSelvaggi.it

La locandina del Festival di Firenze dove è stato presentato Offside

Il Festival “Goal. Storie di calcio, storie di cinema”, partito il 30 maggio, proseguirà fino al 2 giugno ed è diretto da Giovanni Bogani e organizzato in collaborazione con FST Mediateca Toscana Film Commission e UISP Toscana. In programma film, documentari, presentazioni di libri e tanti ospiti: da Aurelio De Laurentiis a Giovanni Veronesi, da Francesco Baiano a Giancarlo Antognoni, da Giancarlo De Sisti a Vanna Vannuccini.

«Lo sport non è solo spettacolo – ha detto il presidente della Uisp Toscana Ugo Bercigli – ma può essere anche un prezioso veicolo per la promozione dei diritti umani nel mondo. Questa rassegna è un’occasione importante per raggiungere le sensibilità di un pubblico trasversale e avvicinarlo, attraverso il cinema, agli aspetti sociali che lo sport può esprimere.» Fiorino d’oro a Jafar Panahi, SentieriSelvaggi.it

Approfondimenti:

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Jafar Panahi da oggi libero su cauzione

25 maggio 2010

Jafar Panahi, il regista incarcerato dal regime iraniano

E’ ormai nota la vicenda del regista iraniano incarcerato lo scorso marzo per aver partecipato alle manifestazioni contro il governo dopo la rielezione del presidente Ahmadinejad. Grande è stata la mobilitazione per sostenere Panahi, che aveva inziato anche lo sciopero della fame, lanciando appelli soprattutto dal tappeto rosso del Festival di Cannes. In prima linea si è sempre fatta sentire la madrina della chermesse, Juliette Binoche, che ha ricordato il regista anche durante la sua premiazione come miglior attrice.

Anche in Italia ci sono state diverse mobilitazioni a favore di Panahi. Una delle iniziative è partita dal ministro Bondi, che ha invitato i ministri della cultura europei a sottoscrivere una richiesta formale di liberazione per il regista iraniano ed ha dichiarato:

«La permanenza in carcere di Panahi – aveva scritto Bondi – è uno scandalo a cui l’Europa deve reagire, perchè dimostra che il regime iraniano ha imbroccato la strada della repressione più brutale nei confronti di ogni forma di opposizione ed espressione di libertà da parte dei giovani, delle donne e degli uomini di cultura». Fuori prigione il regista iraniano Panahi, Il Sole 24 Ore

Un altro appello era stato lanciato dal Partito socialista italiano, che ha raccolto moltissime adesioni sia dal mondo dei vip che dalla gente comune:

Dopo le firme giunte nei giorni scorsi di Luca Sofri, Michele Placido, Marco Travaglio, Maurizio Scaparro e Vincenzo Mollica, anche Carlo Verdone ha fatto pervenire la sua adesione”, ha annunciato Marco Di Lello, Coordinatore della segreteria nazionale del Partito socialista italiano. Oltre ad esponenti di spicco del mondo cinematografico e della cultura, si e’ giunti a circa mille adesioni grazie alla convinta desione di decine di docenti universitari, di esponenti della societa’ civile e del mondo economico. Cinema: anche Verdone firma per Panahi, boom di adesioni per appello Psi, Adnkronos.com

La commozione di Juliette Binoche per Panahi

Ad annunciare la scarcerazione è stato il procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, che ha dichiarato:

«A seguito di un incontro alla prigione d’Evine giovedi scorso – ha spiegato il procuratore, citato dall’agenzia Isna -, la sua richiesta di scarcerazione prima del processo è stata accettata». «Al momento sono in corso le pratiche giudiziarie e amministrative» per la rimessa in libertà del regista, ha concluso Dolatabadi. Il regista Panahi presto libero. Sarà scarcerato su cauzione, Repubblica.it

La cauzione era fissata a due miliardi di rial (circa 160.000 euro) e, dopo quasi tre mesi di reclusione, la scarcerazione di Jafar Panahi è prevista per questa sera tra le 19 e le 23 ora locale (tra le 16.30 e le 20.30 ora italiana). La notizia sta rimbalzando tra agenzie di stampa, televisioni e i più importanti organi di stampa internazionali. Giungono anche alcune testimonianze del cineasta riguardo ai maltrattamenti subiti in carcere, ecco le dichiarazioni che riporta IlGiornale.it:

…un messaggio dello stesso Panahi era stato pubblicato su «La Regle du jeu», rivista diretta dal filosofo e giornalista francese Bernard-Henri Levy. «Con la presente dichiaro i maltrattamenti subiti nella prigione di Evin – aveva scritto Panahi -. Sabato 15 maggio 2010 le guardie della prigione sono entrate all’improvviso nella nostra cella. Hanno portato via me e i miei compagni, ci hanno spogliati e tenuti al freddo per un’ora e mezzo». Panahi proseguiva la sua denuncia scrivendo: «Domenica mattina mi hanno portato nella sala di interrogatorio e mi hanno accusato di aver filmato la mia cella, cosa completamente falsa. In seguito, hanno minacciato di imprigionare la mia famiglia a Evin e di maltrattare mia figlia». Scarcerato Panahi, era in sciopero della fame, IlGiornale.it

Noi del B-Blog abbiamo seguito da subito l’evolversi di questa vicenda, perchè la riteniamo importante e soprattutto perchè sosteniamo la libertà di un artista e di un uomo che vuole raccontare la realtà oppressa del suo popolo. Ecco i nostri articoli precedenti riguardo all’incarcerazione di Jafar Panahi:

Altri approfondimenti:

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Cannes 2010: tra i vincitori Elio Germano

24 maggio 2010

Javier Bardem e Elio Germano migliori attori ex aequeo

E’ terminato ieri sera il 63esimo Festival di Cannes, premiando Elio Germano come miglior attore per la sua interpretazione in La nostra vita, di Daniele Lucchetti, unico film italiano in concorso alla chermesse. Il premio è stato dato in ex-aequo con Javier Bardem, interprete di Biutiful del messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. I due film sono molto simili, entrambi hanno come protagonisti uomini soli che tentano, soprattutto con mezzi illeciti, di garantire un futuro dignitoso ai propri figli. Significativa la dedica di Germano dopo aver ricevuto il premio:

«Siccome la nostra classe dirigente rimprovera sempre al nostro cinema di parlare male della nostra nazione dedico il premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente». Cannes, vince film thailandese. Germano premiato come miglior attore, La Repubblica

Tim Burton, il presidente della giuria, ha commentato:

«Nessuna decisione è facile da prendere. Avevamo tutti dei favoriti che non hanno ottenuto alcun premio. Ma ho visto modi di fare cinema che non avevo mai visto finora. Quanto al premio dell’interpretazione ex æquo, era impossibile decidere tra due attori incredibili, due performance molto diverse su un tema tanto forte, la famiglia, che è stato il filo conduttore del festival». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Ecco il video della premiazione del protagonista de La nostra vita:

Una sorpresa per la scelta del premio al miglior film, che è andato alla pellicola thailandese Uncle Boonme Who Can Recall His Past Lives del regista Apichatpong Weerasethakul. Il film, dal contenuto surreale e visionario, è  piaciuto molto all’eclettico presidente di giuria Tim Burton, e ha lasciato a bocca asciutta due pellicole inglesi che erano in pole position per ottenere l’ambito premio: Another Year di Mike Leigh, racconto realistico ed emozionante di vite comuni, e Route Irish di Ken Loach, viaggio nei mercenari su cui si basano molti eserciti nella guerra in Iraq. Alla consegna della Palma d’Oro, il regista Weerasethakul ha ricordato le molte vittime della rivolta a Bangkok dei giorni scorsi contro il governo thailandese. Inoltre, riguardo al suo film che ha destato giudizi contrastanti tra il pubblico e che racconta la storia di un uomo anziano che sul letto di morte rivive le sue vite passate, il regista ha affermato:

«Per me, il cinema è una ricerca personale. Ho provato a presentare un tipo di cinema differente, che spinge oltre i limiti, che lancia una sfida al pubblico e spero che sia fonte d’ispirazione, in particolare per i giovani. Il cinema può contribuire a una migliore comprensione delle diverse culture». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Juliette Binoche, ritira il premio e ricorda Jafar Panahi

Juliette Binoche, madrina della rassegna, ha invece trionfato come miglior attrice protagonista con la pellicola Copia Conforme, una coproduzione italiana e girato in Toscana, del regista iraniano Abbas Kiarostami. Salita sul palco, l’attrice fa un nuovo appello per la liberazione di Jafar Panahi, il regista iraniano che avrebbe dovuto partecipare al Festival, ma che è rinchiuso in carcere dal regime del suo paese.

Sul palcoscenico l’attrice appare stringendo tra le mani un cartello con il nome di Jafar Panahi, giurato assente perché detenuto in Iran: «C’è un uomo in Iran che sta pagando la colpa di essere un artista. Penso a lui in questo momento e spero che l’anno prossimo potrà essere qui con noi. La sua è una lotta difficile, ma ogni Paese ha bisogno di artisti». Elio Germano vince la Palma dell’orgoglio, Fulvia Caprara, La Stampa

Il Gran Premio della giuria è stato assegnato al film francese Des hommes e des dieux di Xavier Beauvois dedicato ad un gruppo di monaci trappisti in Algeria, che dopo anni di condivisione con la popolazione musulmana, furono sterminati. Beauvois e il suo film erano tra i favoriti per la Palma d’Ora e per il premio al miglior attore, infatti il regista  ha affermato, un pò deluso: «Sono un grande fan di Tim Burton e mi fidavo degli altri membri della giuria, i cui film apprezzo». Infine, la miglior sceneggiatura è stata assegnata a Lee Chang-dong per Poetry, della Corea del Sud, mentre il premio come miglior regista è andato a Mathieu Amalric per Tournéè. Il cineasta ha chiamato sul palco le sue attrici spogliarelliste e ha affermato:

«Prendo questo premio come un invito a far parte della famiglia del cinema, un invito a entrare in ballo per il mio paese e un continente a lungo invisibile. … Penso che la Tournée continui. Il film uscirà nelle sale e spero che la voglia di vedere queste ragazze, cui ho rubato energia, sia contagiosa. La cosa bella è che il film è stato proiettato il primo giorno del festival ed è rimasto nei ricordi delle persone dopo 12 giorni». Le reazioni dei vincitori, CinEuropa.org

Il Festival si conclude in bellezza, con qualche sorpresa, ma anche con qualche polemica. Paolo Mereghetti, nella giornata finale della chermesse, scrive un interessante articolo su Corriere.it dove fa alcune riflessioni su come il mercato sia diventato l’elemento regnante anche a Cannes. Il critico esordisce così:

«Non era mai successo: il film scelto per aprire il più importante festival del mondo, Robin Hood di Ridley Scott, si poteva vedere al cinema prima che in Sala Lumière, per l’inaugurazione ufficiale. Questione di ore, certo, ma è una differenza che conta. E che sottolinea chi viene prima e chi viene dopo: vince il mercato, con le sue esigenze, e poi segue il festival con le sue liturgie. Forse bisogna partire da qui per capire che cos’è successo quest’anno a Cannes – tutti si sono lamentati per la qualità della selezione – e interrogarsi sul senso di una manifestazione che non nasconde più le proprie rughe. Sulla Croisette come in tutto il resto del mondo». Se il mercato vince (troppo) a Cannes, Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera

Per il momento non ci resta che goderci il riconoscimento al nostro attore italiano e attendere la prossima edizione di questo festival, che in ogni caso rimane un punto di riferimento per il cinema internazionale.

Approfondimenti:

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Jafar Panahi inizia lo sciopero della fame

19 maggio 2010

Juliette Binoche, la madrina del Festival in lacrime per Panahi

Come vi avevamo raccontato nel post Da Cannes un appello per la liberazione del regista Jafar Panahi, il regista iraniano di Il cerchio è stato arrestato 30 luglio scorso mentre partecipava, nel cimitero Behesht-e-Zahra di Teheran, a una commemorazione in onore di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa durante le manifestazioni di protesta per l’elezione del Presidente Ahmadinejad. Il regista era già stato sostenuto con numerosi appelli, anche dal Festival di Cannes, tutti con la richiesta della sua liberazione. Di ieri la notizia che Panahi ha deciso di cominciare lo sciopero della fame. Ecco l’articolo dell’Ansa che annuncia la notizia:

(ANSA) – CANNES, 18 MAG – Il regista Jafar Panahi, in carcere in Iran, ha iniziato lo sciopero della fame per protesta contro la sua condizione.Lo ha annunciato una giornalista iraniana a Canes alla conferenza stampa di ”Copia conforme” di Abbas Kiarostami che ha replicato con forza all’arresto di Panahi accusando il governo del suo paese. La giornalista iraniana ha dato l’annuncio piangendo e scatenando anche le lacrime di Juliette Binoche, l’attrice protagonista del film di Kiarostami. Regista Panahi ha iniziato sciopero fame

Durante la conferenza stampa, il collega del regista incarcerato afferma:

«Non si può restare indifferenti di fronte a una tale mobilitazione che richiede una risposta e poi comunque il fatto che un cineasta sia imprigionato lo ritengo una cosa davvero intollerabile». Si espone così contro il governo iraniano Kiarostami in difesa di Panahi. Kiarostami: “Liberate Jafar Panahi”, La Stampa

L’ultimo film del regista Panahi, Offside, che ha vinto l’Orso d’argento a Berlino, sarà proiettato in anteprima nazionale a Firenze, il 30 maggio. La pellicola aprirà il nuovo festival “Goal! Storie di calcio, storie di vita” diretto da Giovanni Bogani. Il film  racconta la storia di una ragazzina che cerca di vedere la partita della Nazionale iraniana allo stadio, e, che per questo motivo, viene arrestata. Nello stesso giorno sarà anche proiettata un’intervista inedita a Panahi realizzata dal giornalista Erfan Rashid.

Altri spunti:

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Da Cannes un appello per la liberazione del regista Jafar Panahi

15 maggio 2010

Il regista iraniano Jafar Panahi

Un appello dal Festival di Cannes per la liberazione di Jafar Panahi, regista iraniano voce dell’opposizione contro il Presidente Ahmadinejad. Panahi è stato arrestato il primo marzo scorso nella sua casa di Teheran da agenti in borghese insieme alla moglie, alla figlia e a una quindicina di ospiti presenti. Tra di loro Mohammad Rasoulof, che con Panahi aveva filmato le proteste popolari esplose in seguito alle elezioni presidenziali di giugno. Rasoulof e le altre persone arrestate sono state rilasciate, escluso Panahi che è ancora recluso nel carcere di Evin a Teheran. Il regista non è nuovo alle restrizioni del regime iraniano contro artisti e intellettuali dissidenti, infatti lui e la sua famiglia erano già stati arrestati il 30 luglio scorso mentre partecipavano, nel cimitero Behesht-e-Zahra di Teheran, a una commemorazione in onore di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa durante le manifestazioni di protesta per l’elezione del Presidente Ahmadinejad. Poche ore dopo i tre erano stati rilasciati, ma è stato impedito al regista di lasciare il Paese per essere presente ai festival cinematografici di Mumbai, nell’ottobre dello scorso anno, e di Berlino, a febbraio di quest’anno.

Jafar Panahi ha debuttato come regista nel 1995 con il lungometraggio Il palloncino bianco, che gli valse la Caméra d’or al Festival di Cannes. Nel 1997 vince il Pardo d’oro a Locarno con Lo specchio, che racconta la difficile condizione femminile in una società dominata dalla morale islamica; tema trattato anche in Il cerchio, premiato nel 2000 a Venezia con il Leone d’oro. Nel 2003 vince a Cannes il premio della giuria nella sezione “Un certain regard” con Oro rosso, noir tra neorealismo e astrazione che viene proibito nel suo paese. Purtroppo questa censura fa parte della vita artistica di questo regista e degli altri, che come lui fanno un cinema di opposizione nel regime iraniano.

«C’è un prezzo da pagare in Iran per lavorare in modo indipendente dal governo. E questo prezzo è quello di non vedere i propri film nelle sale del proprio Paese», ha dichiarato più volte l’autore, che condivide questa posizione con registi come Abbas Kiarostami, Bahman Ghobadi, Mohsen Makhmalbaf. Liberiamo Jafar Panahi!, su Duellanti.it

Panahi ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 2006 per il film Offside

Dal momento del suo arresto, è partita una mobilitazione interazionale per il sostegno di Panahi che ha coinvolto molti colleghi, ma anche il Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel e, in Italia, l’associazione 100 Autori ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per sollecitare una richiesta di scarcerazione al governo iraniano. L’ultimo appello è stato lanciato proprio dal Festival di Cannes, a cui il regista avrebbe dovuto presenziare.

Tim Burton, presidente della giuria del festival, si è espresso in difesa di Panahi: «Siamo tutti per la libertà di espressione. Ci si batte per questo ogni giorno. Le pellicole dovrebbero essere universali, la libertà di espressione anche. A prescindere da chi si esprime.» La giuria chiede scarcerazione del regista Panahi, Gabriella Gallozzi, l’Unità

Il regista, in risposta, ha inviato dal carcere una lettera al festival per ringraziare i suoi colleghi per la loro solidarietà.

«Ho appena saputo dai miei familiari che, durante l’inaugurazione del sessantatreesimo Festival di Cannes, avete riservato, in mio onore, una poltrona vuota con scritto il mio nome. Pertanto vorrei ringraziare tutti gli organizzatori di questo Festival, in particolar modo il signor Gilles Jakob, per questo importantissimo gesto simbolico, per il sostegno e per la solidarietà dimostratami.» Cannes, lettera dal carcere del regista iraniano Panahi: ”Grazie per la solidarietà”, Adnkronos.com

Anche la rivista Duellanti.it ha inserito un post per sollecitare la scarcerazione di Panahi, dove potete lasciare un commento di solidarità e un vostro appello per la liberazione di questo importante regista che deve essere libero di  continuare a dare voce alla popolazione iraniana.

Approfondimenti: