Posts Tagged ‘Spike Jonze’

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Spike Jonze collabora con gli Arcade Fire

9 aprile 2010

Il suo Nel paese delle creature selvagge è stato uno dei titoli più intessanti dei mesi scorsi, e il corto I’m Here è uno dei fenomeni della rete del momento. Ma Spike Jonze conferma il suo abituale iperattivismo, e sta lavorando ad un nuovo cortometraggio ad Austin, in Texas. Il videomaker ha già scritturato alcuni giovani attori, sotto i vent’anni, per una storia che dovrebbe parlare di amici che si allontanano. Ma il dato più interessante riguardo questo progetto è che Jonze lo starebbe sviluppando assieme agli Arcade Fire, la band indie canadese il cui singolo “Wake Up” è stato usato proprio come colonna sonora del trailer del film che ha portato al cinema il libro per bambini di Sendak. Speriamo di poter vedere presto, magari on line, il frutto di questa collaborazione.

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Nel Paese delle Creature Selvagge in Dvd

25 marzo 2010

Un film di Spike Jonze. Con Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo, Lauren Ambrose, Chris Cooper.

In ognuno di noi c’è sempre un po’ di malinconia, o forse c’è un po’ di speranza; così come in ognuno di noi c’è sempre un pizzico di avventura. La malinconia, la solitudine, la paura, la mancanza di certezze: sono sempre motivi che prima o poi fanno scattare la molla dell’avventura, si lasciano slegare dalla mente per creare storie di emozione, di vita.
E  si può sostenere tranquillamente che certi film, più di altri, nascono sotto l’auspicio favorevole di una buona stella. Miracolose alchimie di immagini e suoni, perfetti connubi di cuore e cervello, dove ogni cosa sembra essere la cosa giusta al posto giusto nel momento giusto. Il mestiere di raccontare può diventare la cosa più difficile del mondo se non si conosce, o si è smarrita per strada, la capacità di giocare. Ma Spike Jonze ci ricorda che in ognuno di noi c’è una creatura selvaggia come recita il titolo del film, generando una pellicola miracolosa, che dietro la tenerezza di una meravigliosa anarchia racconta la storia di Max, bambino dalla grande immaginazione, fomentata anche dalla solitudine che pervade la sua infanzia: sua sorella è grande e gli dedica poco tempo, sua madre è sola e sente il bisogno di costruirsi una vita per andare avanti. Forse è troppo per un bambino, tutto insieme, motivo per cui una sera Max si lancia in una fuga lontano da casa sua, dalla sua vita. La notte lo porta in uno strano mondo popolato da un curioso gruppo di pupazzoni, le creature selvagge, che incoronano Max come loro re in cambio di una promessa: cacciare via la tristezza dalle loro vite. Selvagge perchè partorite dalla mente di un bambino, figlie di una fantasia non regimentata e non ammorbata da sovrastrutture adulte. Scrivere il proprio nome su qualsiasi cosa (sul logo della Warner, su un tronco d’albero o sulla carena di una barchetta) è il segno di un  desiderio di creazione e di fuga. Da una realtà che ferisce e frantuma qualsiasi necessità di amore e di condivisione. Esigenza fondamentale, che nasce sempre da una perdita o da un distacco, e che riesce a trovare un suo canale di espressione nella scrittura. Nascondersi per rivelarsi. Parlando la lingua universale di cui sono fatti i sogni.