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Jafar Panahi da oggi libero su cauzione

25 maggio 2010

Jafar Panahi, il regista incarcerato dal regime iraniano

E’ ormai nota la vicenda del regista iraniano incarcerato lo scorso marzo per aver partecipato alle manifestazioni contro il governo dopo la rielezione del presidente Ahmadinejad. Grande è stata la mobilitazione per sostenere Panahi, che aveva inziato anche lo sciopero della fame, lanciando appelli soprattutto dal tappeto rosso del Festival di Cannes. In prima linea si è sempre fatta sentire la madrina della chermesse, Juliette Binoche, che ha ricordato il regista anche durante la sua premiazione come miglior attrice.

Anche in Italia ci sono state diverse mobilitazioni a favore di Panahi. Una delle iniziative è partita dal ministro Bondi, che ha invitato i ministri della cultura europei a sottoscrivere una richiesta formale di liberazione per il regista iraniano ed ha dichiarato:

«La permanenza in carcere di Panahi – aveva scritto Bondi – è uno scandalo a cui l’Europa deve reagire, perchè dimostra che il regime iraniano ha imbroccato la strada della repressione più brutale nei confronti di ogni forma di opposizione ed espressione di libertà da parte dei giovani, delle donne e degli uomini di cultura». Fuori prigione il regista iraniano Panahi, Il Sole 24 Ore

Un altro appello era stato lanciato dal Partito socialista italiano, che ha raccolto moltissime adesioni sia dal mondo dei vip che dalla gente comune:

Dopo le firme giunte nei giorni scorsi di Luca Sofri, Michele Placido, Marco Travaglio, Maurizio Scaparro e Vincenzo Mollica, anche Carlo Verdone ha fatto pervenire la sua adesione”, ha annunciato Marco Di Lello, Coordinatore della segreteria nazionale del Partito socialista italiano. Oltre ad esponenti di spicco del mondo cinematografico e della cultura, si e’ giunti a circa mille adesioni grazie alla convinta desione di decine di docenti universitari, di esponenti della societa’ civile e del mondo economico. Cinema: anche Verdone firma per Panahi, boom di adesioni per appello Psi, Adnkronos.com

La commozione di Juliette Binoche per Panahi

Ad annunciare la scarcerazione è stato il procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, che ha dichiarato:

«A seguito di un incontro alla prigione d’Evine giovedi scorso – ha spiegato il procuratore, citato dall’agenzia Isna -, la sua richiesta di scarcerazione prima del processo è stata accettata». «Al momento sono in corso le pratiche giudiziarie e amministrative» per la rimessa in libertà del regista, ha concluso Dolatabadi. Il regista Panahi presto libero. Sarà scarcerato su cauzione, Repubblica.it

La cauzione era fissata a due miliardi di rial (circa 160.000 euro) e, dopo quasi tre mesi di reclusione, la scarcerazione di Jafar Panahi è prevista per questa sera tra le 19 e le 23 ora locale (tra le 16.30 e le 20.30 ora italiana). La notizia sta rimbalzando tra agenzie di stampa, televisioni e i più importanti organi di stampa internazionali. Giungono anche alcune testimonianze del cineasta riguardo ai maltrattamenti subiti in carcere, ecco le dichiarazioni che riporta IlGiornale.it:

…un messaggio dello stesso Panahi era stato pubblicato su «La Regle du jeu», rivista diretta dal filosofo e giornalista francese Bernard-Henri Levy. «Con la presente dichiaro i maltrattamenti subiti nella prigione di Evin – aveva scritto Panahi -. Sabato 15 maggio 2010 le guardie della prigione sono entrate all’improvviso nella nostra cella. Hanno portato via me e i miei compagni, ci hanno spogliati e tenuti al freddo per un’ora e mezzo». Panahi proseguiva la sua denuncia scrivendo: «Domenica mattina mi hanno portato nella sala di interrogatorio e mi hanno accusato di aver filmato la mia cella, cosa completamente falsa. In seguito, hanno minacciato di imprigionare la mia famiglia a Evin e di maltrattare mia figlia». Scarcerato Panahi, era in sciopero della fame, IlGiornale.it

Noi del B-Blog abbiamo seguito da subito l’evolversi di questa vicenda, perchè la riteniamo importante e soprattutto perchè sosteniamo la libertà di un artista e di un uomo che vuole raccontare la realtà oppressa del suo popolo. Ecco i nostri articoli precedenti riguardo all’incarcerazione di Jafar Panahi:

Altri approfondimenti:

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