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Sfida tra Luchetti, Ozpetek e Virzì per i Nastri 2010

27 maggio 2010

Protagonisti della grande sfida per la conquista dei Nastri d’Argento 2010 sono Daniele Luchetti, Ferzan Ozpetek e Paolo Virzì.

Sono infatti proprio La nostra vita, Mine vaganti e La prima cosa bella i tre film con il massimo delle candidature, una decina, nelle “cinquine” dei candidati che saranno votate dai giornalisti iscritti al Sngci per scegliere i migliori dell’anno, da premiare come sempre al Teatro Antico di Taormina, quest’anno la sera di sabato 19 giugno, il giorno dopo la chiusura del Taormina Film Fest, con la ripresa televisiva affidata alla conduzione di Alessandra Martines. Intanto possiamo vedere il trailer de La nostra vita appena presentato al Festival di Cannes, con il premio a Elio Germano:

In cinquina con Luchetti, Ozpetek e Virzì, si sfidano per conquistare il Nastro per il regista del miglior film anche Giorgio Diritti con L’uomo che verrà, vincitore del David di Donatello (7 candidature) e Francesca Comencini con Lo spazio bianco (4 candidature).
Sono più di trenta i film candidati, usciti a partire dal  maggio 2009 e fino al 28 Maggio 2010. In testa per numero di nomination vi è Diritti con l’uomo che verrà, che ne conta 7 su 10, seguito da altri due film Baciami ancora e Happy family a 5 candidature.
Grande attenzione al grande cinema, basti pensare a Baarìa con il Nastro dell’anno, e al cinema indipendente di qualità, che con Le Quattro Volte, Frammartino ha meritato il Nastro Speciale.

In primo piano in questa edizione dei Nastri, la generazione più giovane: Elio Germano, Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino e Isabella Ragonese, Alba Rohrwacher, menzione a Nicola Nocella, scoperto da Pupi Avati, e menzione speciale a Marco Giallini e insieme. Apprezzata anche la novità di alcune interpretazioni capaci di rinnovare o esaltare prepotentemente professionalità e attori non certo nuovi ma forti di vere e proprie “svolte” non solo di immagine: da Christian De Sica a Luca Zingaretti, da Sergio Castellitto a Ennio Fantastichini, da Luciana Littizzetto oltre la comicità all’inedita coppia Micaela Ramazzotti-Stefania Sandrelli (La prima cosa bella), due donne, e due facce, di uno stesso personaggio, candidate insieme come le due sorelle di Mine vaganti, Lunetta Savino ed Elena Sofia Ricci. Proprio in questo spirito a Taormina ci sarà una segnalazione per Laura Chiatti: è premio speciale per la novità che ha espresso in Io, loro e Lara, grazie a Carlo Verdone

Inoltre è stata inaugurata un nuova cinquina per valorizzare la commedia italiana, “Il genere che ha reso grande il cinema italiano anche all’estero”, ha sostenuto il presidente dei giornalisti italiani.A contendersi questo nuovo premio sono Cado dalle nubi, Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso, Happy Family, Io, loro e Lara e Mine Vaganti.

Potete trovare l’elenco completo dei nomi che concorreranno ai Nastri d’argento: http://www.ilcinemaniaco.com/nastri-dargento-2010-nomination-la-nostra-vita-mine-vaganti-e-la-prima-cosa-bella-guidano-con-10-candidature-a-testa/

Inoltre segnalo l’articolo del Corriere della Sera ricco di approfondimenti sul festival: http://roma.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/10_maggio_27/nastri-argento-cinquina-1703096112006.shtml

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Bocciata la bella Megan

20 maggio 2010

Non è un bel periodo per Megan Fox. E’ stata appena licenziata dalla Paramount e dunque non tornerà nel terzo episodio di “Transformers”, mentre solo qualche giorno fa intervistata dalla rivista Allure, l’attrice ha confessato di soffrire di disturbi di “disordine ossessivo compulsivo” e di essere ossessionata da germi e batteri, che la costringono a tenersi lontana da ristoranti e locali pubblici. 

Quanto all’esclusione dalla saga, il regista Bay vorrebbe indirizzare “Transformers” verso nuovi orizzonti narrativi dai quali sembra non esserci spazio per il personaggio di Mikaela. Tutta un’altra storia, invece, quella raccontata dall’agente dell’attrice che ha smentito questa voce, affermando che la decisione sarebbe stata presa dalla Fox in persona. 

Così riporta la notizia l’Adnkronos

 Roma, 20 mag. – (Adnkronos/Cinematografo.it) – Megan Fox, secondo quanto annuncia ‘Variety’, non tornera’ nel terzo episodio di Transformers. Ufficialmente -e’ quanto sostiene la Paramount- Michael Bay vorrebbe indirizzare la saga verso nuovi orizzonti narrativi dai quali sembra non esserci spazio per il personaggio di Mikaela. L’agente dell’attrice invece ha smentito questa voce, affermando che la decisione sarebbe stata presa dalla Fox in persona
 

Probabilmente dietro c’è una storia di dissapori mai sopiti: qualche mese fa l’attrice, intervistata da un magazine britannico, aveva paragonato il regista ad Adolf Hitler. Che peccato, pochi giorni dopo, aveva ospitato sul suo blog un comunicato della troupe a sua difesa e parecchio offensivo nei confronti della bella Megan.

Secondo rumors d’oltreoceano il posto della Fox sarebbe stato già assegnato a Gemma Arterton (attualmente in sala con “Prince of Persia”). Megan intanto sta finendo di girare “Jonah Hex“, il film arriverà nelle sale a giugno

Il trailer è già disponibile:

Per seguire passo dopo passo le vicende di Transformers 3 potete visitare:
http://www.transformersblog.it/category/transformers-3/
http://www.mymovies.it/film/2011/transformers3/

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I registi di Cannes amano l’Italia

18 maggio 2010

Può essere la Toscana meno conosciuta, più poetica e splendidamente fotografata dell’iraniano Abbas Kiarostami oppure una Roma inventata, riprodotta, le cui statue sono state ricostruite con la cartapesta di una commedia Disney. Mondi distantissimi eppure c’è qualcosa che li accomuna: gli stranieri tornano a girare in Italia, nell’Italia da cartolina dove è facile perdersi e innamorarsi.

Presentato in concorso a Cannes e in uscita in contemporanea nelle sale italiane, Copia conforme di Kiarostami, con Juliette Binoche, girato interamente in Toscana tra Arezzo, Cortona e il piccolo paese di Lucignano è una riflessione sull’arte, sulla vita, sul tempo e le sue conseguenze sull’amore e sulle relazioni. Una donna e un uomo, due sconosciuti che giocano ad essere una coppia o un marito e una moglie sposati da quindici anni che cercano il fascino del primo incontro.

Più facili, più scontate, le pellicole made in Hollywood. In When in Rome la capitale è il luogo dell’amore per eccellenza, Beth ci va per un matrimonio e finisce stregata dall’incatesimo della Fontana dell’amore, una fontana che non esiste nella realtà, ricostruita di sana pianta in largo di Fontanella Borghese, nel centro storico. Sarà nei cinema americani a gennaio ma sono previste uscite in sala ovunque, ma non nel nostro paese. 

 Stesso destino probabilmente per un altro film sentimentale americano Letters to Juliet, con Amanda Seyfried. Qui la ragazza è un’americana in trasferta a Verona al seguito di un fidanzato, Gael Garcia Bernal, chef provetto che in Italia viene per perfezionare lo stile. Dovrebbe essere un viaggio romantico ma lui viene risucchiato dalla degustazione di olii e vini. La Seyfried diventa così volontaria del Club di Giulietta, composto da “postine del cuore” che rispondono alle lettere degli innamorati.

Il sito ufficiale del Festival di Cannes è http://www.festival-cannes.com/

Altri articoli interessanti tratti da cineblog sono: http://www.cineblog.it/post/20002/copie-conforme-il-nuovo-film-di-abbas-kiarostami-verso-cannes

http://www.cineblog.it/post/22517/festival-di-cannes-2010-i-commenti-dei-primi-film-in-concorso

http://www.cineblog.it/post/22562/festival-di-cannes-2010-oggi-sulla-croisette-of-gods-and-men-copia-conforme-tamara-drewe-e-mark-hamill-presenta-il-suo-black-pearl

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Wall Street: i commenti degli autori

16 maggio 2010

Non c’è niente di più attuale che “I soldi non dormono mai” di Oliver Stone, presentato ieri fuori concorso alla 63 esima edizione del festival di Cannes. Stone, tre volte premio Oscar, torna al mondo della finanza, con un film che non vuole essere il sequel della pellicola omonima girata nell’ 87, anche se il protagonista è di nuovo Michael Douglas nelle vesti di Gordon Gekko, reduce da otto anni di galera per insider trading. ” 

La pellicola, che uscirà negli Stati Uniti il 25 settembre e in Italia in ottobre è estremamente attuale.  A spingere il regista e Douglas a ritornare sui passi di Wall Street, in cui Gekko era uno yuppie cannibale e senza scrupoli, inebriato dal successo delle borse, non è stata però la crisi economica iniziata nel 2008:

«Ho cominciato a parlare con Michael di questo film già nel 2006, prima che il crack di Lehman Brothers come un domino impazzito coinvolgesse l’intero sistema finanziario. I fatti di cronaca ci hanno portato a modificare la sceneggiatura. Per capire meglio cosa stesse succedendo ci siamo riuniti a cena con venti operatori finanziari, che alle nostre domande sul futuro non riuscivano a trovare risposta. Guardando le crisi attuali, che coinvolgono Grecia, Inghilterra, Spagna e Portogallo, mi rendo conto che la situazione è peggiorata rispetto al 1987, quando girammo il primo Wall Street”.

Ecco l’intervista sul film a Michel Douglas:

Il problema vero però è quello morale, sottolinea il regista:

 “Il 70% dei broker agiscono per il proprio interesse. Anche mio padre lavorava nel settore, ma faceva il bene dei suoi clienti. La società oggi si divide tra chi ha soldi e chi non ne ha, creando un abisso fra le due classi: è un disuguaglianza inaccettabile. Diventerà il nuovo business di punta a Wall Street, potrebbe essere la via d’uscita dalla crisi, ma alla fine i broker faranno sempre i propri interessi».

Inoltre ha aggiunto:

A partire dal 2008 personaggi come Gekko non hanno più avuto modo di esistere. Quel genere di individuo, quella specie di pirata della finanza, è svanito, inevitabilmente rimpiazzato dalle istituzioni che, fino a poco fa, dovevano invece rispondere a regole precise. Nel passato una banca era una banca, e una compagnia d’assicurazioni era una compagnia d’assicurazioni. Nel 2008 tutto è mutato, i muri che separavano le diverse funzioni sono stati distrutti dalla deregulation degli Anni 80 e 90».

Sul futuro dell’economia è difficile avere le idee chiare, adirittura Oliver Stone non sente di prendere una posizione:

E’ un tema su cui mi sento confuso, di certo vorrei vedere in America riforme più serie. Non so che cosa potrà succedere e nemmeno se il sistema avrà o meno la capacità di correggere gli errori compiuti negli scorsi decenni. Di sicuro, se questo non avverrà, staremo ancora peggio. Il gap tra le persone che hanno denaro e continuano ad accumularlo e quelle che non ne hanno affatto diventa sempre più enorme. Una terribile ingiustizia su cui bisogna assolutamente intervenire».

Su mymovies potete trovare ulteriori commenti e interviste sul film: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=28067

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Tinto Brass e Dario Argento annunciano il 3D

15 maggio 2010

Arrivano due film in 3D da parte di due registi italiani – come dice il daily di Variety al Festival Cannes – tra i più esportabili all’estero. A scendere in campo saranno infatti il re dell’horror, Dario Argento, e quello del porno d’autore, Tinto Brass.

Dario Argento, re dell’horror, sta scrivendo, infatti, la sceneggiatura di un adattamento del ‘Dracula’ di Bram Stoker da girare in Ungheria.  Sul fatto che il film sia effettivamente in 3D non vi è certezza, dal blog di blog Vita di un IO, di Gabriele Farina sembra che Dario Argento intervisato non sia in buoni rapporti con i produttori:

    Io: Dario, ma il progetto di cui ci hai parlato adesso è il Dracula 3D che è stato annunciato ieri?

    Argento: chi l’ha annunciato?

    Io: mah… l’ho letto praticamente su tutte le riviste online di cinema.

    Argento: (sorrisino)

    Io: no, davvero… è quello?

    Argento: no… quello è solo un’idea che mi è stata proposta ma non c’è proprio nulla…

Mentre Tinto Brass, appena uscito dalla convalescenza per una emorragia cerebrale, girerà a ottobre in 3D ‘Who Killed Caligula?’ che in molti l’hanno già ribattezzato ‘Chiavatar’. Sarà il primo film del genere in 3d al mondo”. Entusiasta afferma: “Se un’attrice avvicina una mano alla telecamera hai la sensazione che la infili sotto i tuoi pantaloni. Esperienza magnifica”.

Il regista veneziano non vuole ancora parlare della società che curerà tecnicamente la realizzazione del film, nè ha ancora scelto i protagonisti (almeno così dice). Parla volentieri, invece, dell’effetto che la nuova tecnologia avrà sul pubblico. “E’ strepitosa – dice -. Ho visto delle scene e devo dire che affinare la sensorialità porta ad affinare la sensualità”.

“Riprendo il mio vecchio progetto del film sull’imperatore di Roma che mi fu scippato dagli americani e ne faccio un nuovo film. Le riprese dovrebbero iniziare tra maggio e giugno e racconterò la parte finale della vita di Caligola, la sua follia per la morte dell’amata sorella Drusilla, la decisione di far prostituire le mogli dei senatori per finanziare le casse dell’impero. Ci sarà poi un gruppo di senatori che cercherà di mettere al potere lo zio scemo Claudio e Messalina. Il film del ’79 che gli americani mi scipparono, finendolo e montandolo loro, parlava dell’orgia del potere. Questo parlerà del potere dell’orgia…”.

Per sapere le ultime news su Dario Argento potete visitare la sua pagina personale: http://www.darioargento.it/index1.html

I film, le news, le interviste a Tinto Brass sono raccolte in:
http://www.tintobrass.to/home.htm

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The Cove, l’eco-film sulla mattanza dei delfini

7 maggio 2010

Anche se sono passati due mesi dalla notte degli Oscar, vorrei riproporre il film vincitore del premio per il miglior documentario “The Cove”, di Louie Psihoyos. The Cove, che in italiano significa baia, denuncia quello che avviene, ogni anno a settembre, in un minuscolo specchio d’acqua a Taiji, in Giappone. E protagonisti sono i delfini e la loro mattanza,  legata ad un traffico da 2 miliardi di dollari all’anno, sospeso fra la legalità e il coinvolgimento della Yazuka, la mafia giapponese, un business che condanna migliaia di creature a un destino di morte, che provoca lo sconvolgimento degli equilibri del mare e perfino rischi per la salute umana.

Ma tutto parte da Ric O’Barry, ricco addestratore di delfini che stringe un legame spaciale con la sua “allieva” Kathy, conosciuta da tutti come Flipper, protagonista del celebre telefilm. Un giorno Kathy, costretta a vivere in acquario e sempre più depressa, muore, anzi, si lascia morire. Forse, forse, si chiede O’ Barry c’è qualcosa che non va. E quel qualcosa proviene proprio dalla gabbia in cui era costretta a vivere, per la “gioia” di grandi e piccini, tanto che Ric capisce avrebbe dovuto lasciare per sempre a bordo piscina cerchi e bacchette. Inizia così negli anni sessanta a impegnarsi per il boicottaggio dei parchi acquatici, tagliando le reti delle loro gabbie da Haiti al Brasile e scrivendo libri.

Ma oggi tutte le sue energie si concentrano intorno a una tremenda scoperta: quella di “The Cove”, una placida laguna sulle coste di Taiji, in Giappone, al centro di un parco nazionale, punto di incontro fra i delfini e luogo dove ogni anno, per sei mesi, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei, pescatori e aquirenti occidentali pronti a sborsare anche 150 mila dollari per aggiudicarsi un delfino da portare nelle loro megapiscine. Quelli che non vengono imprigionati finiscono tra il 23mila  che i giapponesi ammazzano in maniera brutale e senza risparmiare neanche i più piccoli. Pesca illegale? In realtà si, anche se a consentirla è l’assurda legislazione della International Whaling Commission

La carne di delfino viene poi venduta con l’etichetta di carne di balena, e contiene un livello di mercurio 20 volte superiore a quello consentito. I pescatori e il governo giapponese sostengono che è una tradizione, quando in realtà sono i cittadini stessi a non conoscere quello che avviene a Taiji, nè ad essere consapevoli che possa essere venduta la carne di delfino. Una scomoda realtà che sta emergendo a fatica, a causa della forte resistenza delle autorità e dei pescatori a lasciar trapelare la verità. E’ servita una squadra d’assalto per capire cosa stesse succedendo nella bai a in cui è vietato entrare:  appostamenti notturni, telecamente nascoste, elicotteri telecomandati, software di ripresa video avanzatissimi e immersioni clandestine, hanno permesso di rubare le immagini della cattura dei delfini, farne vedere i metodi, come i sistemi di onde magnetiche che generano panico nei mammiferi perché annullano il sistema sonar con il quale comunicano, ma anche fiocine e ganci.
Con il loro misto di poesia e terrore quelle immagini hanno fatto saltare sulle poltrone gli spettatori del Sundance festival, ma hanno anche scalfito il governo di Tokyo, che infatti ha bloccato un programma per fare entrare nel menù delle mense scolastiche la carne di delfino. Un primo risultato che rende molto fieri O’Barry e i suoi, visto che il governo giapponese ha cercato di nascondere all’opinione pubblica che la carne di delfino è fra le più contaminate dal mercurio.
Ma al Tokyo Film Festival il film, guardacaso, non è stato accettato.

Per sapere di più sul film, ma non solo, su ciò che si sta muovendo in Giappone si può visitare http://thecovemovie.com 
E’ possibile (e quasi d’obbligo) firmare la petizione: http://www.thepetitionsite.com/takeaction/724210624?z00m=19775525

 Jacques Costeau una volta ha detto che “studiare il comportamento dei delfini partendo da quello degli esemplari in cattività è come pensare che l’umanità sia composta solo da chi è in carcere”

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Shadow, l’horror di Zampaglione

6 maggio 2010

In Italia uscira’ il 14 maggio, ma ‘Shadow’, film horror di Federico Zampaglione dei Tiromancino, sta gia’ conquistando il mondo.Dopo i premi al London Frightfest 2009, Buenos Aires Rojo Sangre 2010 e Oporto Fantasporto, proiezioni in Svizzera, Germania, Gran Bretagna e Medio Oriente.

Il protagonista del film è David, un giovane americano reduce dell’Iraq, che decide di intraprendere un’avventura in mountain-bike per l’Europa per dimenticare la guerra. Nei boschi incontra la graziosa ragazza straniera Angeline con cui fa squadra per esplorare i pittoreschi dintorni. Presto il contesto naturale si trasforma in un incubo, con Fred e Buck, due cacciatori che li inseguono per ucciderli, e un nemico ancor più oscuro ad attenderli che costringerà David ad affrontare paure peggiori di quelle affrontate durante la guerra. Incontrare Morthis, il macellaio assetato di sangue, e scoprire che la realtà è più macabra di qualsiasi incubo. Per David sarà il brusco risveglio in una realtà che voleva dimenticare.

Non c’è stato nulla da inventare: Shadow è un horror “reale”», ha precisato Zampaglione alla presentazione del film, ieri a Milano. «L’orrore non è fine a se stesso, ma rimanda agli incubi realmente vissuti dai soldati di ritorno da qualunque conflitto».

Speriamo che quasto film premiato e applaudito in molteplici festival stranieri riesca a rilanciare l’horror italiano che non vede brillare nessunapellicola dai tempi di Dario Argento. Intanto accontentiamoci del trailer: